La questua cantata
Tra le antiche usanze in uso fino a pochi decenni fa a Deliceto, figura la cosiddetta “questua cantata”, una pratica con cui si raccoglievano risorse utili alla sopravvivenza della Confraternita di Sant’Anna e Morti.
La sera del primo novembre, alcuni Confratelli vestiti con le tradizionali tonache giravano per i vicoli del paese. Soffermandosi agli angoli delle strade, intonando un canto lamentoso per chiedere l’elemosina costituita per lo più da monete o olio d’oliva, incutendo apprensione e una velata paura tra i più piccoli. Oggi quella nenia non risuona più per le vie, ma ne restano vivi il ricordo e alcune rievocazioni storiche.
La tradizione gastronomica: I cicc’ cuott’
Un altro elemento centrale della ricorrenza del primo novembre appartiene alla tradizione culinaria locale e del territorio: i cicc’ cuott’.
L’ingrediente principale è il grano tenero, lasciato prima a bagno e poi bollito. Una volta cotto, viene condito con: Vino cotto, Chicchi di melograno, Noci tritati, Cioccolato (aggiunta moderna per i più golosi)
Questa preparazione vanta radici molto antiche. Un tempo, i protagonisti del rito erano i bambini che, muniti di piatto e cucchiaio, andavano di casa in casa per le vie del paese chiedendo un po’ di cicc’ cuòtt. Ad ogni porta recitavano una nenia dialettale: «Cicc’ cuòtt, cicc’ cuòtt, refrisk l’anm r li muòrt» (Chicchi cotti, chicchi cotti, a suffragio delle anime dei defunti)
In cambio della recita, gli abitanti donavano loro una porzione di grano cotto; l’usanza coinvolgeva l’intero paese per tutta la serata.
Dopo un periodo in cui rischiava di scomparire, questa felice tradizione è tornata in auge ed è oggi di nuovo “sulla bocca di tutti” grazie anche alla riscoperta delle pasticcerie locali.
B.B.

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