Friday, 24 November 2017

Vecchio spazzino, spesso t’incontravo, a la periferia ne l’ora in cui ridendo, a l’assonnata terra il sol s’affaccia.Ci recavamo entrambi a lavorare: tu le strade a spazzar, io, le coscienze. Ma tu sembravi pensieroso e stanco. A che pensavi amico? Forse ai malanni tuoi,che poi son quelli dell’umanità?Forse pensavi a quella stolta società, che langue, al modo d’estirpar la gente infame, gli uomini marci e strani, o gli intelletti vani, o le usurpate fame?Forse pensavi come bruciar sopra fumante rogo tutta la gente inetta, i tiepidi, i vigliacchi, i prepotenti, i falsi, ed esaltare i poveri, e i negletti? Forse dicevi alla tua fida scopa:“spazza i malanni, provvida granata”,“ e le menzogne, le viltà, gli affanni”;“spazza ogni cosa vana”;“ ma, innanzitutto , la perfidia umana”. 01/01/1956 Vincenzo D’Ambrosio- Quando l’anima canta- vol.IV

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