SAN GERARDO MAJELLA E DELICETO

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Benché, fosse vissuto per ben cinque anni e sei mesi, pochi fanno attinenza della presenza di San Gerardo presso il Santuario di M. SS. della Consolazione di Deliceto e, sinceramente non si capisce il perchè. Eppure la storia parla chiaro:
San Gerardo, da Muro Lucano (PZ) arriva presso il Convento della Consolazione nel 1749 in seguito ad una missione di sacerdoti redentoristi impegnati in una missione popolare nella sua Muro e, contro il parere della madre, si unì alla nuova famiglia religiosa. Scappato di casa grazie all’aiuto di un lenzuolo usato a mo’ di fune per calarsi dalla finestra e lasciato un biglietto alla madre nel quale aveva scritto “mamma, perdonami, vado a farmi santo”, Gerardo si unì alla compagnia dei missionari redentoristi dai quali, solo dopo molte insistenze, fu accettato.
Presso il Convento di Deliceto, eseguì il noviziato e, in seguito a calunnia, fu dislocato a Materdomini, (AV) dove, dopo poco più di un anno volò in cielo.
Il popolo delicetano, devotissimo del Santo Protettore delle mamme e dei bambini, ogni anno il 16 di ottobre, organizza grandi festeggiamenti in suo onore.
Ne approfittiamo, per esibire le testimonianze della grande fede popolare; dei luoghi, dove la presenza del Santo è ancora tangibile, e lo facciamo con immagini eloquenti come: la celletta adiacente la portineria; la nicchia situata dietro l’altare maggiore, dove si rannicchiava per essere il più vicino possibile a Gesù; la Grotta del “Beato Felice”, dove spesso si recava per pregare e l’opera d’arte unica nel suo genere, l’ECCE HOMO in cartapesta, da Lui realizzata e qui gelosamente custodita.
Questa è la Consolazione, luogo intrinseco di storia e santità.
B. Baldassarro

 

processione

 

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