RICORDANDO …UN’ANTICA TRADIZIONE “La Sagra dell’Oro Rosso”

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RICORDANDO …UN’ANTICA TRADIZIONE “La Sagra dell’Oro Rosso”

Oramai, il “Ferragosto” e la maggior parte degli eventi e delle festività religiose di metà agosto sono trascorse da un pezzo (COVID A PARTE), è allora, prima, dal rientro dalle ferie e, non solo per i vacanzieri, cosa si faceva, o si fa, quasi obbligatoriamente in tutte le case?

Ovviamente, il riferimento è rivolto all’importante appuntamento con “La Sagra dell’oro rosso” rito dovuto (al colore del pomodoro e alla sua preparazione) (amma fè la cunzerv), un’antica tradizione, che si è tramandata sino ai giorni nostri, anche se, a dire il vero, le nuove generazioni per vari motivi, preferiscono prelevare dagli scaffali dei supermercati il prodotto già pronto. Un lavoro, maggiormente al femminile, coadiuvato da volenterosi maschietti.

Prima del giorno stabilito, si provvedeva alla raccolta dei pomodori e a stenderli al sole, affinché   maturassero meglio.

Sin da bambino, ricordo la trepidante attesa per l’arrivo di parenti o amici per dare “una mano”, (ammà aiutè); la pulizia degli attrezzi da lavoro, pentole per la bollitura, mestoli, cucchiai di legno, coltelli e barattoli, ma soprattutto, rimbombano le urla della mamma, quando ci vedeva pieni di schizzi “r ‘ pmmror’ e nessuno voleva girare nella “Spasett” la conserva messa ad essicare al sole. Oggi, la tecnologia ha facilitato di molto la lavorazione: non esiste più “lu passa cunzerv”, un setaccio di legno e metallo forato, dove il pomodoro bollito, veniva strofinato, ma alla macchinetta a manovella è subentrata quella elettrica.

Nel nostro territorio, visto la carenza di acqua era molto diffusa la produzione di un pomodoro tipicamente pugliese: lu pummror r’ la Rggin’ (della Regina), con i quali, si formavano i grappoli “r’ nzert”, legati tra loro con spezzoni di filo di cotone e si appendevano alle pertiche, per essere utilizzati all’occorrenza, maggiormente durante l’inverno.

Alla fine della lavorazione, si imbandiva una tavolata e, manco a dirlo si doveva assaporare il nuovo estratto. Insomma, una tradizione antica, a base di gastronomia, socializzazione e il più delle volte anche musica. Di questa nostra tradizione, anche la TV Giapponese NHK, anni orsono, si incuriosì, realizzandone un bellissimo documentario.

Fortunatamente, il tempo e la tecnologia, non hanno soppiantato questo antico rituale

  1. Baldassarro

  

 

 

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