I Redentoristi della chiesa di S. Antonio

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I Redentoristi della chiesa di S. Antonio DELICETO – Era da poco morto P. Antonio Maria Tannoja, il 12 marzo 1808, che Gioacchino Murat emanò un decreto per la souno-dei-redentoristi1.jpgppressione di alcuni ordini monastici come i Conventuali, i Domenicani e altri istituti di origine medievale (1). Stessa sorte toccò ai 16 conventi della provincia di Capitanata, tra cui il nostro di S. Antonio da Padova. Da questo convento i frati partirono a scaglioni nell’anno 1811: prima 24, poi 3 ed infine, nella seconda metà di dicembre, l’ultimo rimasto, fra’ Lorenzo Trotta di Monte S. Angelo (2). Poco tempo dopo i fabbricati furono dati in uso ai Redentoristi. La relativa convenzione venne firmata dal Rettore Maggiore p. Blasucci e dal Rettore della Consolazione p. Rizzo il 13 marzo 1817. I Liquorini tennero il possesso sia della chiesa che del convento per circa mezzo secolo. Nel 1866, con la seconda soppressione degli ordini monastici, l’ultimo padre il 2 luglio di quell’anno abbandonò la Consolazione e tutti i suoi beni a dorso di un asino piangendo (come racconta la tradizione popolare delicetana). S. Antonio conserva ancora oggi, come simbolo del possesso dei Redentoristi, uno stemma sul portale d’ingresso della chiesa, ed un altro incastonato come chiave di volta sul portone del convento. Inoltre, all’interno della stessa sono ancora conservati sei quadri di Redentoristi tutti morti a Deliceto e qualcuno di loro giace ancora sepolto nel Convento della Consolazione. Per tradizione i Liquorini, alla morte di un loro confratello, erano soliti far dipingere due quadri riproducenti le sembianze del defunto, di essi uno veniva spedito alla famiglia e l’altro restava nella comunità. Nella chiesa di S. Antonio si conservano questi ultimi. Il primo (foto 1) raffigura p. Filippo Patroni Griffi nato a Corato (BA) il 7.8.1769 ed ammesso nella congregazione il 25.12.1783. Fu Prefetto degli studenti e rinunciò alla carica di Vescovo di Anglona e Tursi (MT), morì a Deliceto il 4.9.1831. Il secondo (foto 2) ritrae le fattezze di p. Salvatore Prima nato a Latiano (LE) il 4.2.1801 da Giuseppe e Raffaela Corrado, entrò nell’Ordine il 2.2.1820 e venne ordinato sacerdote il 6.6.1824 a Cava dei Tirreni (SA), morì a Deliceto il 17.10.1851. Il terzo (foto 3) ritrae p. Nicola Intini nato a Noci (BA) l’1.8.1824 da Francesco ed Angela Tartarelli, prese i voti l’8.12.1842, divenne sacerdote a Bovino (FG) il 3.3.1849 e morì a Deliceto il 28.9.1853. Il quarto (foto 4) raffigura p. Cosma De Falco nato a Piazzola di Nola (NA) il 19.11.1816 da Cosma e Maria D’Angiò, prese i voti l’1.6.1834, venne ordinato sacerdote a Nocera Inferiore (SA) il 19.12.1840 e morì sempre a Delicato il 14.8.1856 (3). Dell’ultimo quadro (foto 5) sono stati cancellati e persi i dati anagrafici, forse raffigura, è d’obbligo il condizionale, padre Giuseppe Chiumenti di Cerignola (1772-1847). Anche il sesto, purtroppo, è privo dei dati e non è possibile conoscere l’identità del soggetto ritratto.

Paolo Carmine Pacella Note:(1) Consalvo Di Taranto – “Deliceto/Storia civile e religiosa” – Foggia 1998.(2) Amedeo Iossa – “Deliceto/Notizie storiche – Sant’Agata di Puglia 1972.(3) Francesco Minervino – “Catalogo dei Redentoristi d’Italia” – 1978.

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