{"id":990,"date":"2009-09-22T18:48:54","date_gmt":"2009-09-22T17:48:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=990"},"modified":"2009-09-25T12:12:21","modified_gmt":"2009-09-25T11:12:21","slug":"storia-di-un-emigrante-del-sud","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=990","title":{"rendered":"STORIA DI UN EMIGRANTE DEL SUD"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\"> <\/p>\n<p><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\">Storia di un emigrante del Sud<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\"> <\/p>\n<p><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\">L\u2019emigrazione degli Anni \u201860 verso il Nord,<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 10pt\">nella testimonianza diretta di un nostro concittadino<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\"> <\/p>\n<p><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\"><a href=\"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/wp-content\/nota-antonio.jpg\" title=\"nota-antonio.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/wp-content\/nota-antonio.thumbnail.jpg\" alt=\"nota-antonio.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\"><\/span><\/strong> <strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">DELICETO &#8211;<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\"> Nello scorso mese di luglio ero in ferie e scorrendo le pagine di un noto quotidiano nazionale, sono rimasto molto colpito dal titolo di un articolo: \u00ab<strong>Crescono gli emigranti, 700 mila dal Sud al Nord<\/strong>\u00bb &#8211; E gi\u00f9, tutta una sfilza di dati che riportava drammaticamente in evidenza un\u2019atavica e mai guarita piaga sociale tipica del nostro Meridione. <em>Le valigie di cartone non ci sono pi\u00f9<\/em>, scriveva l\u2019articolista, <em>ma i numeri sono sempre quelli<\/em>\u2026 &#8211; Solo nel 2008 sono stati 122 mila gli italiani che si sono trasferiti dal Sud al Nord del Paese in cerca di lavoro. Un numero in leggera crescita rispetto l\u2019anno precedente, quando erano stati 116 mila, ma sostanzialmente stabile rispetto al passato. Negli ultimi 11 anni, considerando partenze e rientri, il Sud ha perso a favore del Nord <strong>700 mila persone<\/strong>. Se risaliamo le tabelle e torniamo indietro fino al 1955, superiamo addirittura i 4 milioni. Di <strong><em>questione meridionale<\/em><\/strong> si parla da quasi 150 anni, la prima volta in parlamento nel 1873, quando l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia era ancora fresca. Il \u00abRapporto sull\u2019economia del Mezzogiorno 2009\u00bb presenta un Paese spaccato in due sul fronte migratorio: un \u00abCentro Nord che attira e smista flussi migratori al suo interno\u00bb ed un Sud \u00abche espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarli\u00bb. Due paesi in uno. Per i giovani fra i 15 e 24 anni, il tasso di disoccupazione \u00e8 al 14,5% al Centro-Nord, 33,6% al Sud. Da qui il richiamo e il monito del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il quale sostiene che \u00abdeve crescere nelle istituzioni, cos\u00ec come nella societ\u00e0, la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto per non vedere pi\u00f9 persone costrette a lasciare la loro terra per lavorare\u00bb. Per una migliore comprensione di ci\u00f2 che \u00e8 stato e di ci\u00f2 che rappresenta ancora oggi questo fenomeno di grande rilevanza sociale per le regioni meridionali, mi \u00e8 sembrato interessante integrare la notizia sopra riportata con un\u2019intervista ad un nostro anziano concittadino, ex emigrante degli anni \u201960, che di seguito vi riportiamo.<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\"> <\/p>\n<p><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Come vi chiamate e qual \u00e8 la vostra et\u00e0?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Mi chiamo Antonio Nota, il prossimo 16 ottobre compir\u00f2 83 anni.<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">So che siete un emigrante ormai in pensione, dove vivete attualmente?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Sono andato in pensione nel 1984, con 35 anni di servizio, vivo a Torino da circa 50 anni, anche se frequentemente torno a Deliceto dove io e mia moglie abbiamo casa, amici e parenti. <span> <\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">In che anno emigr\u00f2, dove emigr\u00f2, quanti anni aveva e perch\u00e9 decise di emigrare?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Sono emigrato al Nord nella citt\u00e0 di Torino, in cerca di lavoro, una prima volta nel lontano 1955, avevo 29 anni ed ero sposato, ma dopo 40 giorni dovetti ritornare al mio paese senza alcun risultato.<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Quale era la condizione sociale (il tipo di vita) nella Deliceto di quel tempo?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">A quei tempi (siamo nel secolo scorso, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale) si viveva una vita misera, il lavoro dei campi, che era quello praticato dalla stragrande maggioranza della popolazione, era duro e poco fruttifero, si lavorava molto e si raccoglieva poco.<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Ci racconti del suo trasferimento dal Sud al Nord, come avvenne, l\u2019ha aiutata qualche amico o famigliare?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Sotto la spinta di mia sorella Imperatrice che gi\u00e0 risiedeva a Torino, mi convinsi a fare un nuovo tentativo, nel 1960, che questa volta si rivel\u00f2 fruttuoso. L\u2019impatto con la citt\u00e0 appena arrivato la prima volta alla stazione di Porta Nuova, con la valigia di cartone, fu a dir poco sorprendente, perch\u00e9 non ero solo. Mi feci coraggio a vedere tanti giovani che come me tentavano quella stessa avventura perch\u00e9 aspiravano ad una vita migliore. Per dormire ero ospite di mia sorella su un lettino che dividevo con altri tre compaesani. Al mattino la sveglia era diversa per ognuno di noi, a seconda<span>  <\/span>dei nostri impegni, se non che, quando suonava per il primo, gli altri venivano immancabilmente svegliati e non si dormiva pi\u00f9.<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Cosa ha fatto quando \u00e8 arrivato a Torino, come \u00e8 stata accolta dalla gente di quella citt\u00e0, avete subito atteggiamenti d\u2019intolleranza o manifestazioni di razzismo?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Trovare lavoro e una casa non era facile neanche l\u00ec; i lavori che davano a noi, cos\u00ec detti \u201cterrun\u201d (terroni &#8211; gente che lavora e sta nella terra), erano sempre i pi\u00f9 duri anche perch\u00e9, ad essere obiettivi, non avevamo professionalit\u00e0, competenze, n\u00e9 istruzione, e venivamo considerati peggio degli stranieri che sono accolti oggi in Italia. Per trovare casa mi \u00e8 stato utile l\u2019aiuto che mi ha dato un nostro concittadino, il quale ha garantito per me nei confronti dei proprietari. <\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Come ha fatto a trovare lavoro e che tipo di lavoro ha svolto?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Di giorno mi adattavo a fare qualche lavoro da manovale; era un continuo sperare nella famosa chiamata alla Fiat. Una volta si present\u00f2 un tizio che ci venne presentato come un mediatore che ci avrebbe fatto entrare in quella azienda sotto compenso, ma dopo una breve consultazione ci accorgemmo che dietro si nascondeva una truffa, per tanto, rinunciammo. I lavori che riuscivo a trovare erano quasi tutti nel settore edilizio. Mi ricordo quando, nel periodo invernale, si dovevano spostare barre di ferro nei cantieri, con la temperatura a diversi gradi sotto zero: le mani restavano attaccate. Un bel giorno mia sorella, che lavorava presso un dirigente Fiat come collaboratrice domestica, mi diede la bella notizia: ero stato assunto! Dopo le procedure di rito, visite mediche, compilazione documenti anagrafici, presi lavoro presso le officine della S.p.A. Stura, ove venivano realizzati basamenti per mezzi pesanti. Era un lavoro durissimo ma poco dopo mi spostarono alla lastro &#8211; ferratura, dove con una mola dovevamo sgrossare le saldature. Fu cos\u00ec che un giorno, pur avendo gli occhiali, mi entr\u00f2 una scheggia in un occhio; il capo officina mi intim\u00f2 che se fossi andato in infermeria mi avrebbe fatto la multa, e cos\u00ec fu. Quella scheggia mi cost\u00f2 cara, per\u00f2 chiesi di essere trasferito e fui mandato allo stabilimento Fiat di Mirafiori, reparto manutenzione, cosa che mi permise di incontrare tanti altri paesani.<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Quale era la vostra retribuzione a quei tempi?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">La retribuzione mensile era di 70.000 lire.<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Quando avete deciso di chiamare tutta la famiglia al Nord?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">A quel punto cercai e trovai casa in periferia. Intanto, era maturata l\u2019idea di trasferire tutta la famiglia. Era l\u2019agosto del 1962. Cominciavo a vedere la luce del Paradiso.<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Quali sono state le reazioni dei vostri famigliari e dei vostri parenti di fronte a questo evento?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Lasciare il luogo nativo, la propria casa, gli amici, i parenti, le proprie cose, rifarsi una vita, ricominciare tutto da capo, in un ambiente non facile, anzi ostile, credo non sia semplice per nessuno, ma il bisogno di sfamare la propria famiglia, di realizzarti, e il desiderio di vivere una vita migliore, ti porta a superare anche questo; ed \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto.<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Trova cambiato il paese attualmente rispetto alla Deliceto degli anni \u201860?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">S\u00ec, c\u2019\u00e8 pi\u00f9 benessere e il paese \u00e8 molto migliorato.<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Cosa manca ancora al nostro paese perch\u00e9 diventi una realt\u00e0 dove tutti possono vivere?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Ci vorrebbero pi\u00f9 industrie e quindi pi\u00f9 lavoro per i giovani, anche se da queste parti si sta un po\u2019 meglio rispetto ad altre regioni del Sud.<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">E\u2019 possibile immaginare un futuro che veda un vostro ritorno a Deliceto?<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Io, mia moglie e mio figlio, con la sua famiglia, torniamo spesso a Deliceto, ci piace stare qui, potremmo valutare la possibilit\u00e0 di ritornare a vivere definitivamente qui se vi fosse la sicurezza rappresentata da una casa di riposo per noi anziani che, a quanto pare, sta per essere realizzata. Vedremo.<\/span><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\"> <\/p>\n<p><\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 9pt\">Michele Roselli<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia di un emigrante del Sud L\u2019emigrazione degli Anni \u201860 verso il Nord,nella testimonianza diretta di un nostro concittadino DELICETO &#8211; Nello scorso mese di luglio ero in ferie e scorrendo le pagine di un noto quotidiano nazionale, sono rimasto molto colpito dal titolo di un articolo: \u00abCrescono gli emigranti, 700 mila dal Sud al [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/990"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=990"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/990\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}