{"id":688,"date":"2009-04-17T18:23:22","date_gmt":"2009-04-17T17:23:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=688"},"modified":"2009-04-21T20:46:05","modified_gmt":"2009-04-21T19:46:05","slug":"lorgoglio-della-montagna","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=688","title":{"rendered":"L&#8217;orgoglio della Montagna"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019orgoglio della Montagna<br \/>\nLa Comunit\u00e0 Montana dei Monti Dauni Meridionali<br \/>\nunica superstite in Puglia <\/p>\n<p>Nelle scorse settimane una serie di eventi ad alterna fortuna ha coinvolto la Comunit\u00e0 Montana dei Monti Dauni Meridionali, confortata da un destino pi\u00f9 benevolo rispetto alle altre comunit\u00e0 montane del territorio pugliese. In realt\u00e0, il caso ha poco a che fare con la vicenda che ci accingiamo a trattare. Un\u2019azione di soppressione condotta dalla Regione si \u00e8 abbattuta incondizionatamente su tutte le comunit\u00e0 montane della Puglia (in tutto 6), unica, in ultima istanza, a salvarsi, \u00e8 stata la \u201cnostra\u201d, quella con sede a Bovino.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Secondo la Finanziaria del 2008 le Regioni, al fine di concorrere agli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, entro il 30 settembre 2008 avrebbero dovuto provvedere con proprie leggi al riordino della disciplina delle comunit\u00e0 montane, in modo da ridurre la spesa corrente per il funzionamento delle comunit\u00e0 montane stesse. Entro la data fissata, unicamente Lazio, Veneto e Puglia non avevano legiferato secondo quanto richiesto dal Governo. Se le Regioni appena citate avessero rispettato i tempi e i termini imposti, avrebbero avuto autonomia decisionale nella riorganizzazione degli enti montani, in altri termini, avrebbero avuto totale libert\u00e0 di intervenire dove e come avrebbero voluto. Al contrario, si sono viste prescritte direttamente al mantenimento o alla soppressione degli enti secondo parametri precisi dettati dalla suddetta Finanziaria.<br \/>\nA febbraio il decreto del Presidente della Giunta Regionale pugliese disponeva, in un primo momento, a fronte di indagini altimetriche realizzate dall\u2019Ente Italiano della Montagna (EIM) nazionale, la soppressione di tutte le Comunit\u00e0 montane della Puglia ad eccezione di quella dei Monti Dauni settentrionali; venivano, inoltre, nominati dei commissari liquidatori, decadevano dalle loro funzioni tutti gli organi rappresentativi ed esecutivi, con eccezione dei relativi Presidenti che continuavano la loro attivit\u00e0 per la sola gestione dell\u2019ordinaria amministrazione, sino all\u2019insediamento dei commissari liquidatori.<br \/>\nIn un secondo momento, poi, l\u2019appello della Comunit\u00e0 Montana dei Monti Dauni meridionali, che sosteneva di possedere i requisiti minimi per la permanenza in attivit\u00e0, veniva rigettato dalla Regione che, a ci\u00f2, aggiungeva, in seguito ad ulteriori indagini, la decisone di sopprimere anche quella dei Monti Dauni settentrionali.<br \/>\nA questo punto, il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia del senatore Carmelo Morra, Presidente della Comunit\u00e0 dauna del meridione: il TAR accoglie l\u2019istanza affermando che l\u2019interpretazione delle direttive della Finanziaria adottata dalla Regione Puglia \u00e8 errata, le caratteristiche della Comunit\u00e0 del meridione corrispondono ai parametri richiesti dalla legge per la permanenza in attivit\u00e0 (ved. Box \u201cLa sentenza del TAR\u201d). Luned\u00ec 6 marzo, durante la conferenza stampa convocata presso la Provincia di Foggia, la soddisfazione del senatore Morra traspare in tutta evidenza: \u201cLa Comunit\u00e0 Montana pu\u00f2 essere lo strumento sovra comunale attraverso il quale superare le individualit\u00e0 comunali, tutto il lavoro svolto in questi anni rischiava di andare perduto a causa di una cattiva interpretazione della legge, di fronte a questo rischio \u00e8 venuta fuori tutta la coesione e l\u2019identit\u00e0 di un territorio: oggi si pu\u00f2 ricominciare a parlare del fondamentale ruolo della \u201cMontagna\u201d nella progettualit\u00e0 regionale, in un percorso che abbiamo cominciato a tracciare gi\u00e0 dal 2000\u201d.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>La Comunit\u00e0 Montana dei Monti Dauni Meridionali \u00e8 l\u2019unica ad essere sopravvissuta alla \u201csoppressione\u201d in Puglia; effettivamente, forse \u00e8 l\u2019unica a meritarsi tale titolo. Noi che viviamo da queste parti sappiamo bene cosa vuol dire sentirsi isolati, per non dire emarginati, dal resto del mondo: l\u2019attenzione, nei \u201cpiani alti\u201d, sembra sempre essere rivolta altrove, le priorit\u00e0 sembrano sempre essere altre rispetto ai bisogni che la nostra terra reclama a gran voce da tempo immemore. I nostri luoghi sono \u201cfuori mano\u201d, distanti dalle traiettorie principali del mercato, si presentano austeri allo sguardo superficiale del passante di turno, non a quello in giacca e cravatta, per\u00f2, che solitamente li ritiene meritevoli di saccheggio. Questo perch\u00e9 l\u2019austerit\u00e0 non \u00e8 sinonimo di povert\u00e0\u2026<br \/>\nL\u2019unico modo per tenere in vita la nostra terra e valorizzare i nostri tesori, le nostre virt\u00f9, \u00e8 essere uniti prima di tutto, poi si pu\u00f2 anche discutere di quale possa essere la forma migliore di rappresentanza; se il simbolo di una coesione prenda il nome di \u201cComunit\u00e0 Montana\u201d, \u201cConsorzio di Comuni\u201d o\u2026 \u201cWWF dei Monti Dauni\u201d (!), ha relativa importanza, purch\u00e9 sia comunione reale d\u2019intenti! E\u2019 innegabile, in particolar modo al giorno d\u2019oggi, che il ruolo di un ente del genere possa essere fondamentale per fungere da filtro, da mediatore ed interprete delle esigenze dei paesi del nostro comprensorio. Le lotte di potere che, purtroppo, sottendono alla gestione di qualsiasi ente pubblico interessano veramente poco, tanto meno ci fermiamo a considerarle; a noi interessa avere la certezza che il colpo di coda dell\u2019ente dauno sia una battaglia vinta veramente per tutti i cittadini del nostro territorio, che \u201cl\u2019orgoglio della Montagna\u201d sia pi\u00f9 di un bel titolo da usare in prima pagina, valga pi\u00f9 di un efficace spot elettorale. In queste settimane di accese polemiche riguardo la disputa \u201cRegione-Comunit\u00e0 Montana\u201d, quante volte si \u00e8 sentito parlare degli effetti che i provvedimenti della Regione avrebbero avuto su quanti lavorano in tali ambiti? Certo, si \u00e8 detto genericamente che, nel caso di soppressione i dipendenti sarebbero stati inglobati nella pubblica amministrazione, ma niente di pi\u00f9 e, di questi tempi, non c\u2019\u00e8 da stare tranquilli nemmeno con in tasca la garanzia d\u2019acquisto. Tanto pi\u00f9 che il futuro della Comunit\u00e0 Montana, nonostante le recenti vicende, non \u00e8 cos\u00ec certo, naturalmente per quanto detto finora ci auguriamo il contrario: la Regione sembra intenzionata a fare ricorso al Consiglio di Stato, quindi la storia non finisce proprio qui; inoltre, c\u2019\u00e8 da considerare la legge Tremonti (133 dell\u2019agosto 2008) che prevede la riduzione, ogni anno per i prossimi tre, del 30% dei fondi elargiti dallo Stato alle Comunit\u00e0 Montane. Ci\u00f2 vorr\u00e0 dire affidarsi, in prospettiva futura, ancora alla benevolenza della Regione.<br \/>\nLe strade di montagna non sono mai asfaltate, sono sempre \u201ctratturi\u201d.<\/p>\n<p>Pietro Doto<\/p>\n<p>La sentenza del TAR<br \/>\nOvvero\u2026 come dividersi su una congiunzione!<\/p>\n<p>Il TAR riconosce la legittimazione della Comunit\u00e0 Montana dauna ad impugnare il decreto regionale di soppressione perch\u00e9 la Regione Puglia ha adottato un\u2019interpretazione erronea della legge. E\u2019 curioso vedere il motivo di questa cattiva interpretazione: la legge di riferimento (art. 2, comma 20, della legge finanziaria 2008) afferma che \u201c(\u2026) sono soppresse le comunit\u00e0 montane nelle quali pi\u00f9 della met\u00e0 dei comuni non sono situati per almeno l\u201980 per cento della loro superficie al di sopra di 500 metri di altitudine sopra il livello del mare ovvero non sono comuni situati per almeno il 50 per cento della loro superficie al di sopra di 500 metri di altitudine sul livello del mare e nei quali il dislivello tra la quota altimetrica inferiore e la superiore non \u00e8 minore di 500 metri; nelle regioni alpine il limite minimo di altitudine e il dislivello della quota altimetrica, di cui al periodo precedente, sono di 600 metri\u201d.<br \/>\nDichiara il TAR che \u201cPer evitare la soppressione, i Comuni che recano l\u2019uno o l\u2019altro requisito (oppure entrambi) devono rappresentare almeno la met\u00e0 di quelli componenti la Comunit\u00e0. (\u2026) Come fondatamente affermato dalla difesa dei ricorrenti, la lettera della norma va intesa nel senso che, al fine di evitare la soppressione della Comunit\u00e0, \u00e8 necessario che almeno la met\u00e0 dei Comuni che la compongono abbiano uno dei due requisiti morfologici ivi previsti, potendo i Comuni che detta met\u00e0 costituiscono rispondere indifferentemente al primo ovvero al secondo dei requisiti. In tal senso, la congiunzione \u201covvero\u201d coordina le due condizioni di \u201cmontanit\u00e0\u201d dei Comuni, indicando fattispecie non alternative tra loro, che possono ricorrere insieme o disgiuntamente nell\u2019ambito della met\u00e0 dei Comuni appartenenti alla Comunit\u00e0 interessata. (\u2026) Siffatta interpretazione (\u2026) meglio risponde alla ratio della previsione contenuta nella legge finanziaria 2008, che ha inteso conciliare gli obbiettivi di contenimento della spesa pubblica con l\u2019esigenza di salvaguardare le Comunit\u00e0 con caratteri spiccati di \u201cmontanit\u00e0\u201d (\u2026). Sarebbe pertanto irragionevole interpretare la norma (\u2026) nel senso che i due requisiti si escludano reciprocamente e non possano invece concorrere.<br \/>\nSecondo la Regione la legge andava interpretata \u201c(\u2026) nel senso che preveda due casi alternativi nei quali le Comunit\u00e0 montane sono soppresse\u201d.<\/p>\n<p>Le Comunit\u00e0 montane della Puglia<\/p>\n<p>In Puglia si contavano 6 comunit\u00e0 montane che raggruppano un totale di 62 comuni:<br \/>\nComunit\u00e0 Montana del Gargano &#8211; 13 comuni della Provincia di Foggia &#8211; sede a Monte Sant\u2019Angelo. Ne fanno parte: Cagnano Varano (175 mt), Carpino (147 mt), Ischitella (310 mt), Mattinata (80 mt), Monte Sant&#8217;Angelo (796 mt), Peschici (91 mt), Rignano Garganico (590 mt), Rodi Garganico (50 mt), San Giovanni Rotondo (565 mt), San Marco in Lamis (525 mt), Sannicandro Garganico (224 mt), Vico del Gargano (462 mt), Vieste (43 mt).<br \/>\nComunit\u00e0 Montana del Subappenino Dauno Settentrionale &#8211; 13 comuni della Provincia di Foggia &#8211; sede a Casalnuovo Monterotaro. Ne fanno parte: Alberona (732 mt), Biccari (450 mt), Carlantino (559 mt), Casalnuovo Monterotaro (437 mt), Casalvecchio di Puglia (490 mt circa), Castelnuovo della Daunia (600 mt), Celenza Valfortore (480 mt), Motta Montecorvino (662 mt), Pietra Montecorvino (460 mt circa), Roseto Valfortore (650 mt), San Marco la Catola (686 mt), Volturara Appula (510 mt), Volturino (735 mt).<br \/>\nComunit\u00e0 Montana del Subappenino Dauno Meridionale &#8211; 16 comuni della Provincia di Foggia &#8211; sede a Bovino. Ne fanno parte: Accadia (650 mt), Anzano di Puglia (760 mt), Ascoli Satriano (425 mt), Bovino (646 mt), Candela (474 mt), Castelluccio dei Sauri (284 mt), Castelluccio Valmaggiore (630 mt), Celle di San Vito (720 mt circa), Deliceto (550 mt), Faeto (866 mt), Monteleone di Puglia (859 mt), Orsara di Puglia (687 mt), Panni (801 mt), Rocchetta Sant&#8217;Antonio (630 mt), Sant&#8217;Agata di Puglia (813 mt), Troia (440 mt circa).<br \/>\nComunit\u00e0 Montana della Murgia Barese Nord-Ovest &#8211; 4 comuni della Provincia di Bari e della Provincia di Barletta-Andria-Trani &#8211; sede a Ruvo di Puglia. Ne fanno parte: Minervino Murge (445 mt), Poggiorsini (461 mt), Ruvo di Puglia (240 mt), Spinazzola (435 mt).<br \/>\nComunit\u00e0 Montana della Mugia Barese Sud-Est &#8211; 7 comuni della Provincia di Bari &#8211; sede a Gioia del Colle. Ne fanno parte: Acquaviva delle Fonti (300 mt), Cassano delle Murge (341 mt), Gioia del Colle (360 mt), Grumo Appula (181 mt), Noci (424 mt), Santeramo in Colle (514 mt), Toritto (233 mt).<br \/>\nComunit\u00e0 Montana della Murgia Tarantina &#8211; 9 comuni della Provincia di Taranto &#8211; sede a Mottola. Ne fanno parte: Castellaneta (245 mt), Crispiano (232 mt), Ginosa (240 mt), Laterza (340 mt), Massafra (110 mt), Montemesola (183 mt), Mottola (387 mt), Palagianello (43 mt), Palagiano (39 mt).<\/p>\n<p>Paco Capano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019orgoglio della Montagna La Comunit\u00e0 Montana dei Monti Dauni Meridionali unica superstite in Puglia Nelle scorse settimane una serie di eventi ad alterna fortuna ha coinvolto la Comunit\u00e0 Montana dei Monti Dauni Meridionali, confortata da un destino pi\u00f9 benevolo rispetto alle altre comunit\u00e0 montane del territorio pugliese. 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