{"id":3899,"date":"2011-08-18T10:27:29","date_gmt":"2011-08-18T09:27:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=3899"},"modified":"2011-08-18T10:27:29","modified_gmt":"2011-08-18T09:27:29","slug":"la-storia-riaffiora","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=3899","title":{"rendered":"LA STORIA RIAFFIORA"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>LA STORIA<\/strong><strong> RIAFFIORA<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Scoperto villaggio dauno del V &#8211; IV secolo a.C.<\/p>\n<p>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/wp-content\/uploads\/foto2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-3898\" title=\"foto2\" src=\"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/wp-content\/uploads\/foto2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>di\u00a0 Michele Roselli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>BOVINO &#8211; I nostri vecchi antenati <strong><em>Dauni<\/em><\/strong>, battono colpo, dando ancora una volta un segno della loro presenza, nella terra di Capitanata. Un intero villaggio, abitato da questo antico popolo, sta infatti affiorando, materializzandosi come per magia, dalla nuda terra, \u00a0in localit\u00e0 \u00ab<em>Giardinetto<\/em>\u00bb, lungo la linea ferroviaria Benevento &#8211; Foggia, in un comprensorio che vede interessati i Comuni di <strong>Orsara, Troia, Castelluccio dei Sauri, Bovino, Deliceto<\/strong>. Il sito era stato individuato gi\u00e0 nel 2006 in seguito ad una ricognizione di superficie ad opera della ditta Adrias di Corato. Agli inizi dello scorso mese di giugno sono iniziati gli scavi, in seguito all\u2019aggiudicazione dell\u2019appalto da parte <strong>dell\u2019Impresa Rabbiosi S.p.A di Roma<\/strong>. La zona che \u00e8 oggetto dell\u2019intervento archeologico, \u00e8 compresa fra la stazione ferroviaria di Troia e il torrente Lavella (affluente di sinistra del torrente Cervaro) e si estende per \u00a02 Km., interessando una superficie di circa 60.000 mq.. Si parla, comunque, di un\u00a0 insediamento\u00a0 importante, in quanto, l\u2019intera area su cui era ubicato il villaggio dauno, sarebbe notevolmente estesa. Lo scavo, commissionato dalle <strong>Ferrovie dello Stato Italiane<\/strong> (su quel suolo \u00e8, infatti, previsto la linea dell\u2019Alta Velocit\u00e0), \u00e8 effettuato da un gruppo di lavoro composto di nove archeologi e due o tre studenti universitari che operano sotto la diretta supervisione della <strong>Soprintendenza dei Beni Archeologici della Puglia<\/strong>, e dovrebbe durare circa cinque mesi; il loro andamento sar\u00e0 ovviamente legato all\u2019entit\u00e0 e all\u2019importanza dei ritrovamenti. Ci\u00f2 che per ora emerge con certezza \u00e8 che si \u00e8 alla presenza di un villaggio dauno del V &#8211; IV secolo a.C. composto di capanne mono ambiente a pianta ovale e che solo il prosieguo dell\u2019intervento sar\u00e0 in grado di dirci qualcosa in pi\u00f9 sull\u2019importanza di questa scoperta. E\u2019, comunque, auspicabile che questo sito possa, in futuro, diventare un vero e proprio parco archeologico, utile a testimoniare la presenza sul nostro territorio, di questa antica civilt\u00e0 da cui discendiamo. Il timore \u00e8 per\u00f2, che \u00abl\u2019Alta Velocit\u00e0\u00bb e gli interessi che si muovono intorno alla sua realizzazione, alla fine finiscano per prevalere su aspetti di natura culturale o altri pi\u00f9 importanti legati al turismo e che tutto possa essere di nuovo interrato, riportando nell\u2019oblio questa straordinaria testimonianza. Lasciando da parte la leggenda, secondo cui fu Dauno, figlio di Licaone, proveniente da una regione della Grecia, l\u2019Arcadia, ad approdare per primo su questo territorio e quindi da questi il nome Daunia; l\u2019ipotesi pi\u00f9 credibile \u00e8 quella che storicamente identifica i Dauni come una delle trib\u00f9 degli <em>Iapigi o Japigi<\/em>, antica popolazione indoeuropea che arriv\u00f2 in Puglia intorno al 1200 a.C. proveniente dall\u2019attuale Albania meridionale e che diventarono successivamente per i Romani \u00ab<em>Apuli<\/em>\u00bb, da cui Apulia, e quindi Puglia, la nostra regione. I Dauni erano etnicamente affini ai <em>Peucezi<\/em> ai <em>Messapi<\/em>, la regione da loro abitata \u00e8 da considerarsi grosso modo coincidente con l\u2019odierna Capitanata; con il nome di Daunia si intende, infatti, la zona compresa fra l\u2019Ofanto e Fortore e le prime alture del Subappennino. Tra i pi\u00f9 importanti centri troviamo Aecae (presso Troia), Vibinum (Bovino) Castelluccio dei Sauri, Herdonia (Ordona), Ausculum (Ascoli Satriano), Arpi, Luceria (Lucera), Cupola, Monte Saraceno, Canusium (Canosa) e Uria (Oria) il capoluogo della regione. La loro civilt\u00e0 pu\u00f2 essere definita per lo pi\u00f9 contadina e conservatrice, con l\u2019eccezione delle zone costiere e meridionali vocazionalmente portate al commercio. Nel V secolo si nota una pressoch\u00e9 generale crisi della societ\u00e0 dauna confermata anche dall\u2019esaurirsi della produzione delle famose \u00abstele\u00bb e dell\u2019affievolirsi del repertorio decorativo geometrico. All\u2019influsso greco, segu\u00ec quello romano che port\u00f2, a partire dalla fine del IV secolo a. C. al definitivo tramonto della cultura indigena dauna e pi\u00f9 genericamente apula.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 LA STORIA RIAFFIORA \u00a0 Scoperto villaggio dauno del V &#8211; IV secolo a.C. \u00a0 di\u00a0 Michele Roselli BOVINO &#8211; I nostri vecchi antenati Dauni, battono colpo, dando ancora una volta un segno della loro presenza, nella terra di Capitanata. 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