{"id":3634,"date":"2011-07-05T11:59:53","date_gmt":"2011-07-05T10:59:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=3634"},"modified":"2011-07-06T20:36:35","modified_gmt":"2011-07-06T19:36:35","slug":"la-centrale-a-biomassa-di-s-agata","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=3634","title":{"rendered":"La centrale a Biomassa di S. Agata"},"content":{"rendered":"<p><strong>La centrale a Biomassa di S. Agata<\/strong><\/p>\n<p><strong>Intervista al responsabile dell\u2019azienda costruttrice<\/strong><\/p>\n<p>Sul numero 44 di ELCE, ci siamo occupati di un progetto promosso dall\u2019Amministrazione Comunale di S. Agata, finalizzato alla realizzazione di un generatore di energia elettrica da 25 megawatt alimentato a biomassa, da posizionare in contrada \u201cViticone\u201d. In quella occasione, la redazione, raccogliendo il parere dell\u2019ing. Domenico Suriano, esperto di sensoristica per il monitoraggio ambientale, espresse grande preoccupazione per le conseguenze legate essenzialmente alla produzione di diossina, sostanza altamente dannosa, prodotta non solo dagli inceneritori, alimentati con i rifiuti, ma anche dalle centrali a biomassa, alimentate con materiali di origine animale o vegetale non fossile. Pur conservando preoccupazioni e perplessit\u00e0, abbiamo ritenuto doveroso concedere la parola al sig. Piero Massucci, manager aziendale della societ\u00e0 che dovrebbe costruire la centrale, ossia la TRE Tozzi Renewable Energy. L\u2019intervsita \u00e8 stata raccolta dalla nostra collaboratrice Mariagrazia Bonuomo.<\/p>\n<p><strong>La Redazione di Elce<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come sar\u00e0 alimentata la centrale che intendete costruire?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019impianto a biomassa da noi progettato produce energia elettrica e termica grazie all\u2019esclusivo utilizzo di sottoprodotti vegetali vergini: principalmente paglia di cereali, potatura di vigneti ed oliveti. La localizzazione dell\u2019impianto a biomassa si giustifica con il fatto che la provincia di Foggia \u00e8 in Italia la zona in cui la paglia \u00e8 maggiormente presente, \u00e8 la principale risorsa che verr\u00e0 usata per alimentare l\u2019impianto. La paglia attualmente prodotta in capitanata, solo per il 30% \u00e8 valorizzata ed \u00e8 inviata, per es., in Campania o nel centro-nord Italia, per essere utilizzata negli allevamenti.<\/p>\n<p><strong>Nel progetto che intendete realizzare, sono stati coinvolti gli agricoltori?<\/strong><\/p>\n<p>Il primo passo \u00e8 stato quello di verificare se questo progetto potesse essere accolto fra i produttori agricoli, per analizzare se quello che avevamo in mente fosse accettabile e compatibile con le loro esigenze. Ne \u00e8 scaturito un accordo di filiera che da una parte assicura all\u2019azienda il continuo approvvigionamento di paglia e dall\u2019altra garantisce una entrata economica aggiuntiva agli agricoltori, indipendentemente dalla produzione di energia.<\/p>\n<p><strong>Quale sar\u00e0 l\u2019impatto ambientale della centrale? <\/strong><\/p>\n<p>Considerato che, in ogni caso, la produzione di energia da fonte rinnovabile va a sostituire quella da fonte fossile con effetti benefici sulla produzione di gas serra, l\u2019impianto \u00e8 pienamente compatibile con il territorio. Ogni scelta tecnologica \u00e8 stata fatta nell\u2019ottica della tutela della salute e dell\u2019ambiente, con un impatto riconducibile a qualsiasi altra attivit\u00e0 produttiva di natura industriale.\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quali sono le differenze tra inceneritore e centrale a biomassa?<\/strong><\/p>\n<p>Un impianto a biomassa \u00e8 diverso dal comune inceneritore in primo luogo per la materia prima utilizzata. L\u2019impianto che vogliamo realizzare utilizza le pi\u00f9 moderne tecnologie del settore e non \u00e8 compatibile con la bruciatura dei rifiuti. Qualora fosse alimentato con i rifiuti o con materiali diversi dalla biomassa vegetale, l\u2019impianto subirebbe in brevissimo tempo danni irreversibili, con necessit\u00e0 di rifacimento dell\u2019intero sistema di produzione. Peraltro l\u2019utilizzo di altri materiali sarebbe comunque illegale.\u00a0 Bruciare rifiuti non rientra nella nostra attivit\u00e0 aziendale. Questo tipo di centrale \u00e8 stata brevettata dai danesi. La Danimarca \u00e8 il paese con la pi\u00f9 alta produzione d\u2019energia rinnovabile. La Danimarca \u00e8 quasi autosufficiente rispetto all\u2019approvvigionamento di combustibile di origine fossile all\u2019estero. Un\u2019altra differenza tra inceneritore e impianto a biomassa sta nel fatto che, con gli impianti a biomassa, l\u2019azienda proprietaria dell\u2019impianto paga la fornitura di paglia agli agricoltori aumentando, di fatto, il loro reddito; mentre nel caso dell\u2019inceneritore, chi fornisce il combustibile, costituito da rifiuti, deve pagare per ottenerne lo smaltimento. Un\u2019ottica completamente inversa. Con la centrale a biomassa gli agricoltori riceveranno un beneficio in termini di reddito, con nuove possibilit\u00e0 di investimento. Siamo in contatto con l\u2019Universit\u00e0 agraria di Foggia e altri enti di formazione per elaborare un progetto finalizzato alla diversificazione delle bioculture. Una collaborazione per aiutare gli agricoltori ad investire nel migliore dei modi e sostenere l\u2019intero settore.<\/p>\n<p><strong>La centrale sar\u00e0 soggetta a controlli?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019impianto \u00e8 soggetto a numerosi controlli da parte di enti e di istituzioni pubbliche a ci\u00f2 deputate. Con l\u2019Amministrazione Comunale di S. Agata \u00e8 stato previsto un ulteriore sistema di controllo che consente la presenza di uno o pi\u00f9 delegati dell\u2019ente locale, per verificare la bont\u00e0 della gestione.<\/p>\n<p><strong>Per grandi linee, come funzioner\u00e0 l\u2019impianto?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019impianto coprir\u00e0 all\u2019incirca due ettari di terreno in localit\u00e0 Viticone e prevede una zona di stoccaggio e deposito a breve utilizzo, un capannone con nastri di trasporto e preparazione alla lavorazione, la camera di combustione, il sistema di produzione di energia e il sistema di abbattimento fumi. Nella camera di combustione si produce il calore necessario a trasformare, attraverso la caldaia, l\u2019acqua in vapore. Il vapore sar\u00e0 inviato sotto pressione alla turbina. Il vapore mette in rotazione la turbina che, a sua volta, fa ruotare un alternatore, producendo cos\u00ec energia elettrica. La corrente prodotta \u00e8 elevata di tensione da un trasformatore e immessa nella linea di trasmissione. Il vapore \u00e8 trasformato nuovamente in acqua e reimmesso in parte nella caldaia ed in parte negli impianti di cogenerazione (es. coltivazione in serra).<\/p>\n<p><strong>Per il territorio, quali sono le prospettive di sviluppo legate alla centrale?<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto, basato sulla filiera corta tra agricoltura ed impresa, creer\u00e0, considerato l\u2019indotto, circa 100 unit\u00e0 lavorative, di cui 35 operai qualificati che lavoreranno tutto l\u2019anno e saranno formati adeguatamente per svolgere le loro mansioni quotidiane. Lo stabilimento sar\u00e0 costruito all\u2019incirca da 300 persone, selezionate tra imprese artigianali ed edilizie scelte sul territorio. Solo il cuore tecnologico sar\u00e0 invece costruito da un\u2019azienda danese. Ritengo che questo progetto costituisca un\u2019opportunit\u00e0 di sviluppo per tutto il territorio. Vogliamo costruire un impianto per ora unico in Italia, ma presente gi\u00e0 in gran parte dell\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Ci saranno benefici per i cittadini sulle bollette dell\u2019energia elettrica? <\/strong><\/p>\n<p>Non dipende da noi. Sicuramente vi saranno altri benefici per i cittadini, benefici che saranno concordati tra Regione ed Ente locale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La centrale a Biomassa di S. Agata Intervista al responsabile dell\u2019azienda costruttrice Sul numero 44 di ELCE, ci siamo occupati di un progetto promosso dall\u2019Amministrazione Comunale di S. 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