{"id":2561,"date":"2010-11-13T15:29:07","date_gmt":"2010-11-13T14:29:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=2561"},"modified":"2010-11-23T18:30:55","modified_gmt":"2010-11-23T17:30:55","slug":"la-consolazione-al-freddo-e-al-gelo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=2561","title":{"rendered":"LA CONSOLAZIONE AL FREDDO E AL GELO"},"content":{"rendered":"<p><strong>La Consolazione al freddo ed al gelo<\/strong><\/p>\n<p><strong>I Padri costretti a chiedere aiuto<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>DELICETO &#8211;<\/strong> Volentieri abbiamo deciso di dare spazio all\u2019appello lanciato da Padre Hananias e il suo comitato \u201cAiutiamo la Consolazione\u201d, che coinvolge Deliceto e S. Agata in una raccolta di fondi per consentire la ripresa dei lavori di ristrutturazione del Convento della Consolazione, lavori arenatisi dopo il blocco dei fondi stanziati dalla Regione Puglia, deciso dal Governo fino a marzo-aprile 2011. Lo abbiamo fatto perch\u00e9, allo stato, la Comunit\u00e0 Mariana \u201cOasi della Pace\u201d, ivi alloggiata, vive in condizioni di grande disagio e rischia di passare l\u2019inverno \u201cal freddo ed al gelo\u201d (mancano ancora strutture necessarie come le finestre in molte stanze, l\u2019acqua corrente in parte dell\u2019abitato e i riscaldamenti)<\/p>\n<p>Pur senza dubitare della buona fede delle persone che, a vario titolo, hanno promosso questa iniziativa, riteniamo doveroso evidenziare che, forse per la fretta con la quale \u00e8 stato necessario procedere, \u00e8 mancata un\u2019informazione chiara ed esaustiva e, pertanto, sono serpeggiati dubbi e perplessit\u00e0 che \u00e8 bene dissipare. Una cosa \u00e8 certa: il blocco dei fondi regionali \u00e8 solo temporaneo. Anzi, pare che la Regione abbia firmato un protocollo d\u2019intesa con le banche per anticipare i finanziamenti alle imprese. C\u2019\u00e8, dunque, una piccola speranza che presto anche la ditta che lavora per la Consolazione possa beneficiarne, ma se il cantiere non dovesse finire parte dei lavori entro il 31 dicembre, si perderebbero anche i finanziamenti gi\u00e0 stanziati.<\/p>\n<p>Insomma, presto o tardi, i fondi inizialmente stanziati arriveranno. I soldi che si stanno ora raccogliendo verranno restituiti? Ovviamente no, anche perch\u00e9, obbiettivamente, sarebbe un\u2019operazione ardua. Ci dice padre Hananias, uomo al di sopra di ogni sospetto, che le donazioni dei cittadini andranno a coprire ulteriori lavori non finanziati dalla Regione Puglia, tra i quali, il piazzale antistante il convento, il confessionale, la ristrutturazione dei bagni esterni, l\u2019acquisto di una campana. <strong>Sarebbe opportuno, allora, offrire ai cittadini un prospetto chiaro e trasparente delle opere che si intendono realizzare, con l\u2019indicazione dei relativi costi, evidenziando gli importi non coperti dal finanziamento regionale<\/strong>. In tal modo, verr\u00e0 meno ogni dubbio in ordine alla buona conduzione della raccolta e dell\u2019impiego dei fondi e, sicuramente, le offerte dei fedeli saranno ancor pi\u00f9 generose.<\/p>\n<p>Sotto altro profilo, \u00e8 pure importante evidenziare che questa situazione emergenziale \u00e8 la riprova che, spesso, i problemi non vengono affrontati in modo adeguato. Non \u00e8 pensabile che un monumento come la Consolazione, con il suo valore storico, culturale e spirituale, nel momento del bisogno, sia <strong>abbandonato a se stesso dalle istituzioni locali, politiche ed ecclesiastiche<\/strong> e, per far fronte all\u2019emergenza, debba ricorrersi alla colletta. I comuni interessati, in primis Deliceto e S. Agata di Puglia, ma anche la Provincia di Foggia e la Diocesi Foggia \u2013 Bovino, con un po\u2019 di buona volont\u00e0, non potevano, unendo le forze, tamponare la temporanea carenza di fondi, s\u00ec da garantire la prosecuzione dei lavori? In fondo, non stiamo parlando di milioni di euro, ma di somme relativamente basse. La difesa e la tutela del nostro patrimonio non possono essere assicurate con la pubblica carit\u00e0. Non \u00e8 dignitoso.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>\u00c8 stato istituito un conto corrente per le donazioni, inoltre, il comitato ha promosso una questua \u201cporta a porta\u201d che gi\u00e0 in questi giorni sta girando fra le case del paese. <strong>CONTO CORRENTE BANCARIO C\/0 BANCA POPOLARE DI BARI DELICETO IBAN: IT44 G054 2478 4000 0000 1012 724, <\/strong>intestato a Padre Hannes Klaban (Padre Hananias). \u00c8, inoltre, possibile donare le proprie offerte direttamente presso i \u201cpunti raccolta\u201d di Deliceto:<\/p>\n<p>&#8211; negozio \u201cGioia\u2026 di casa\u201d, di Gioia Maria Lucia, Via Fontana, 24.<\/p>\n<p>&#8211; sede gruppo Skaria, Via Giuseppe Bonuomo (dalle 17.00 alle 19.00).<\/p>\n<p>&#8211; sede Coldiretti, Corso Regina Margherita.<\/p>\n<p><strong>Per debito di riconoscenza<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mattia Iossa<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 stato lanciato un appello: la Consolazione \u00e8 in pericolo, salviamo la Consolazione! In giro c\u2019\u00e8 fermento e la gente si domanda che cosa sia successo; qualcuno obbietta: perch\u00e8, se non ci sono pi\u00f9 fondi, dobbiamo provvedere no? Il perch\u00e9 \u00e8 evidente: perch\u00e9 \u00e8 un nostro monumento, e non solo di Deliceto e di S. Agata, ma di Foggia e della provincia e forse anche oltre; e perch\u00e9 se va in rovina il danno \u00e8 solo nostro; perch\u00e9 \u00e8 un luogo di santi o, se preferite, di personaggi famosi che hanno dato lustro a tutta l&#8217;Italia meridionale; perch\u00e9 \u00e8 una parte importante della nostra storia, e per tante altre ragioni, pur senza scomodare il \u201cTu scendi dalle stelle\u201d. Ragioni che non vale la pena spiegare: perch\u00e9 se arrivano a chi \u00e8 ben predisposto, non servono, tanto il suo dovere gi\u00e0 lo fa; mentre chi \u00e8 contrario per partito preso, tirer\u00e0 fuori motivi ideologico &#8211; economici, politico-economici e vattelappesca\u2013economici, da cui non receder\u00e0. Ma vi \u00e8 un motivo che riguarda squisitamente Deliceto e che vale la pena illustrare: per debito di riconoscenza. <strong>Dobbiamo, infatti, in gran parte alla Consolazione se oggi possiamo essere orgogliosi della nostra chiesa madre.<\/strong> Nel 1744 il vescovo di Bovino, il beato Lucci, aveva demolito la piccola e vecchia chiesa allora esistente, sognando per Deliceto una bella e grande chiesa. E si era dato da fare parecchio. Poi era morto e i lavori si erano fermati alle fondamenta e a qualche pezzo di muro. Li avevano fermati le piccole e grandi invidie, pi\u00f9 che la mancanza di fondi. Negli anni di abbandono vi erano cresciute erbacce, cespugli e perfino un albero; i porci vi andavano a pascolare. Mancavano i fondi, ma mancava soprattutto lo slancio iniziale, mancava la voglia di fare. La <em>\u201cmigliore e pi\u00f9 sana parte\u201d<\/em> del paese, come si diceva, era ormai dolorosamente rassegnata; gli altri erano indifferenti. Occorreva uno scossone, una carica, che Deliceto non era in grado di esprimere n\u00e9 dalla parte di Bovino si intravedeva speranza alcuna. Lo scossone venne invece dalla direzione opposta, dalla Consolazione, da quel convento voluto da S. Alfonso e dal suo iniziale gruppetto redentorista, che gi\u00e0 aveva lo studentato e si avviava a diventare una realt\u00e0 importante. Furono questi Redentoristi in una missione a Deliceto nel 1775, dice Amedeo Iossa, che <em>\u00abinfervorarono a tal punto il popolo da indurlo, nella sola mattinata di una domenica, a purgare dalle erbacce e dalla immondizie il suolo intorno alla chiesa. Nel caldo pomeriggio di quello stesso giorno i religiosi e gli studenti liguorini con a capo il rettore, don Fabio Buonopane, trasportarono sulle spalle grosse pietre dai pressi della chiesa dell&#8217;Annunziata al centro del cantiere di lavoro. Tutti i cittadini ricchi e poveri, uomini e donne, presi dall&#8217;emulazione, trasportarono fino a sera grossi mucchi di materiali da costruzione [&#8230;] Fu nominato amministratore il padre don Antonio Tannoia che, pi\u00f9 di ogni altro, aveva preso a cuore il completamento del sacro edificio\u00bb<\/em>. Torna l\u2019entusiasmo, i lavori procedono, tanto che si pot\u00e8 arrivare al primo cornicione. Poi si fermano di nuovo per invidiucce, meschinit\u00e0, lettere anonime, insinuazioni. Il buon padre Tannoia, disgustato e addolorato, si dimette. Passano altri 11 anni di stasi, oltre 40 dall&#8217;inizio dei lavori: \u00e8 il 1788. Pare questa volta perduta veramente ogni speranza. Ma \u00e8 ancora dalla Consolazione che arriva un altro scossone. Padre Giuseppe D&#8217;Errico cos\u00ec arring\u00f2 il popolo: <em>\u00abOh popolo di Deliceto, e come non ti arrossisci della tua noncuranza? E come puoi soffrirti di vederti in tale ristrettezza<\/em> (della chiesa dell\u2019Annunziata, che fungeva allora da chiesa madre) <em>E quando ti muoverai a compiere la nuova chiesa?&#8230; Che pi\u00f9<\/em> (ri)<em>tardi adunque, che pi\u00f9<\/em> (aspetti) <em>a dar nuovamente di piglio alla chiesa? E&#8217; ormai compita<\/em> (compiuta), <em>per che altro vi resta, a questo ti invita Ges\u00f9 sacramentato che non si fida pi\u00f9 di tollerare tante irriverenze in questa chiesa si&#8217; angusta &#8221; [&#8230;] Ci\u00f2 detto appena, e finita dal detto padre una somigliante esortazione, tutto il popolo intenerito, ad una voce gridando disse, che in tutti i costi voleva proseguire la chiesa e si compromise <\/em>(impegn\u00f2) <em>di somministrare tutta la spesa che vi bisognava.<\/em>.\u201d\u00bb. A capo misero ancora ad un redentorista, lo stesso padre D&#8217;Errico, bench\u00e9 non volesse, ammaestrato dalla sorte toccata al Tannoia <strong><sup>1<\/sup><\/strong>. Finalmente si arriva cos\u00ec a finire la chiesa; ora bisogna pensare all\u2019arredo. Fu sempre un redentorista, D. Muzio Santoro,che fu incaricato di provvedere al pezzo pi\u00f9 importante, all&#8217;altare maggiore, interessandosi presso i famosi marmorari napoletani <strong><sup>2<\/sup><\/strong>. E cos\u00ec oggi possiamo mostrare orgogliosi la nostra bella e grande chiesa. E\u2019 perci\u00f2 un grosso debito che Deliceto ha verso la Consolazione; furono gli ospiti di quel santo luogo a darci una mano senza essere obbligati, senza chiedersi come e perch\u00e9, senza cavilli, senza sofisticare sui soldi e sulle competenze. Bisognava ricostruire la chiesa e loro dettero l\u2019aiuto che potevano, non economico perch\u00e9 non erano in grado. Ora sono altri ospiti della Consolazione, i successori dei Redentoristi, che hanno bisogno di noi; <strong>ora \u00e8 la Consolazione che ha bisogno di Deliceto. E\u2019 giunto il momento di ricambiare, con mezzi diversi.<\/strong> Loro ci hanno dato quello di cui allora avevamo bisogno, ci hanno restituito l\u2019orgoglio di un popolo; ci hanno dato un capo. Ora tocca a noi dare alla Consolazione quello di cui ha bisogno: l\u2019aiuto economico. E subito. Poi sullo stato dei lavori, sugli importi necessari, sul se, come e perch\u00e9 di fondi bloccati, sar\u00e0 il comitato che \u00e8 sorto e si sta muovendo a dare, come suo dovere, tutte le spiegazioni necessarie, magari anche a mezzo di questo stesso giornale.<\/p>\n<p>AMEDEO IOSSA, <em>Deliceto notizie storiche,<\/em> S. Agata di Puglia 1972, pp. 179-81<\/p>\n<p>MATTIA IOSSA, <em>La Collegiata insigne di Deliceto, <\/em>Associazione culturale delicetana, 2003, p.132<\/p>\n<p><strong>Consolazione vendesi? Notizia priva di fondamento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mattia Mascia<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 stata diffusa da alcuni mesi la notizia riguardante <strong>la vendita del Convento della Consolazione di Deliceto. Tale notizia a tutt\u2019oggi \u00e8 priva di fondamento<\/strong>. Per meglio comprendere i termini della questione di seguito si riportano in sintesi le norme che sono alla base del cosiddetto \u201cfederalismo demaniale\u201d, termine con il quale si vuole indicare l\u2019attribuzione agli enti locali dei beni territoriali appartenenti al patrimonio dello Stato.<\/p>\n<p>Alla base di tutto c\u2019\u00e8 l\u2019articolo 119 della Costituzione il quale prevede che \u201c<em>i Comuni, le Province, le Citt\u00e0 metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato<\/em>\u201d. Con la legge n. 42 del 05\/05\/2009 si \u00e8 data attuazione alla suddetta norma costituzionale, in particolare l\u2019art. 19 della legge 42\/2009 ha previsto l\u2019attribuzione, a titolo non oneroso, ai comuni, province, citt\u00e0 metropolitane e regioni, di un proprio patrimonio rimandando ai successivi decreti del Governo l\u2019emanazione delle norme attuative. Le modalit\u00e0 di attribuzione del patrimonio sono state disciplinate dal Decreto Legislativo n. 85 del 20\/05\/2010 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 134 del 11\/06\/2010, entrato in vigore dal 26\/06\/2010. Tale decreto, che ha dato il via libera al \u201cfederalismo demaniale\u201d, nello specifico prevede il trasferimento dei beni del demanio idrico, marittimo, degli aeroporti di interesse regionale o locale, delle miniere e di altri beni immobili e dei beni mobili ad essi collegati; lo scopo principale che si intende conseguire \u00e8 la valorizzazione dei beni stessi ed una maggiore responsabilizzazione e trasparenza nella loro gestione, giustificata dal trasferimento dei beni ad un livello di governo pi\u00f9 vicino al cittadino, nonch\u00e9 dalla circostanza che i processi di valorizzazione dovranno essere pubblicati sui siti istituzionali degli enti locali (art. 2., comma 4), che, in tal modo, potranno coinvolgere la popolazione.<\/p>\n<p>Con successivi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri saranno individuati i beni da attribuire agli enti locali che verranno inseriti in appositi elenchi. L\u2019attribuzione dei beni contenuti negli elenchi avverr\u00e0 in base alle richieste degli enti stessi, che dovranno indicarne le modalit\u00e0 ed i tempi di utilizzo.<\/p>\n<p>Tutti i beni non richiesti confluiranno in un patrimonio vincolato affidato alla Agenzia del Demanio o alla amministrazione che ne cura la gestione che provveder\u00e0 alla loro valorizzazione ed alienazione. Le risorse ottenute dalla alienazione dei beni verranno destinate per il 75% alla riduzione del debito dell\u2019ente locale e la parte residua concorrer\u00e0 alla riduzione del debito statale.<\/p>\n<p>Alla data del 05\/11\/2010 nell\u2019elenco pubblicato sul sito della Agenzia del Demanio (<a href=\"http:\/\/benidellostato.agenziademanio.it\/BeniPatrimoniali\/index.php\/patrimoniostato\/index\">http:\/\/benidellostato.agenziademanio.it\/BeniPatrimoniali\/index.php\/patrimoniostato\/index<\/a>), che viene aggiornato con cadenza quindicinale, non risulta essere inserito il Convento della Consolazione di Deliceto, pertanto ad oggi sono da smentire tutte le notizie circa la vendita a privati del convento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Consolazione al freddo ed al gelo I Padri costretti a chiedere aiuto \u00a0 DELICETO &#8211; Volentieri abbiamo deciso di dare spazio all\u2019appello lanciato da Padre Hananias e il suo comitato \u201cAiutiamo la Consolazione\u201d, che coinvolge Deliceto e S. 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