{"id":1883,"date":"2010-06-30T10:30:10","date_gmt":"2010-06-30T09:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=1883"},"modified":"2010-07-01T12:11:29","modified_gmt":"2010-07-01T11:11:29","slug":"un-generatore-di-energia-eletrrica-a-biomassa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=1883","title":{"rendered":"Un generatore di energia eletrrica a biomassa&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un generatore di energia elettrica a biomassa a S. Agata<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tra mito e realt\u00e0: il parere di un esperto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A cura della Redazione Elce<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>SANT\u2019AGATA &#8211;<\/strong> L\u2019amministrazione di S. Agata ha posto in essere una serie di azioni per consentire la costruzione di un generatore di energia elettrica a biomassa, utile allo smaltimento rifiuti: il consiglio comunale ha discusso e approvato lo schema di convenzione per la realizzazione di una centrale elettrica da 25 megawatt alimentata a biomassa in localit\u00e0 <em>Viticone<\/em>, nei pressi delle note serre. A quanto pare, l\u2019impianto verr\u00e0 costruito da un imprenditore privato, cos\u00ec come approvato dal consiglio comunale il 26 aprile (senza nessun piano ambientale, secondo la minoranza); nel caso di un parere positivo della Regione Puglia, potrebbe essere costruito a cominciare dalla fine dell&#8217;anno, con durata prevista dei lavori pari a due anni. L\u2019ELCE non ha perso tempo, venuto a conoscenza della notizia, ha interpellato un esperto del settore per avere, ed offrire ai lettori, una disamina competente del funzionamento e dell\u2019utilit\u00e0 di tali impianti. Di seguito riportiamo il parere, senza mezzi termini, di <strong>Domenico Suriano<\/strong>, ingegnere a Brindisi presso l\u2019ENEA (Ente Nazionale per le Energie Alternative e nuove tecnologie), dove, attualmente, si occupa di sensoristica per il monitoraggio ambientale.<\/p>\n<p>\u00abLa questione dei termovalorizzatori e dei generatori di energia elettrica a biomassa \u00e8 un tema molto attuale e su cui, a mio parere, mass media e autorit\u00e0 pubbliche non hanno saputo (o voluto) dare il corretto e giusto contributo di informazione. Tanto per cominciare, il termine stesso, <strong>\u201ctermovalorizzatore\u201d<\/strong>, \u00e8 inesatto e puzza di presa per il <em>c*!?<\/em>, tanto quanto i rifiuti solidi urbani che si propone di incenerire per eliminarli dalla circolazione (questa \u00e8 la sua presunta funzione). In realt\u00e0, il nome esatto, col quale \u00e8 denominato in tutta la comunit\u00e0 europea (meno naturalmente che in Italia) \u00e8 inceneritore a recupero energetico. La presa per il cosiddetto, sostanzialmente, consiste in questo: l\u2019energia che si ricaverebbe dalla combustione dei rifiuti \u00e8 nettamente inferiore a quella che bisognerebbe utilizzare per bruciare i medesimi; infatti, la temperatura di combustione del comburente deve essere congruentemente e necessariamente alta per evitare che si produca una eccessiva quantit\u00e0 di diossina, sostanza altamente cancerogena e tossica. <strong>L\u2019antieconomicit\u00e0 di questi impianti<\/strong> \u00e8 testimoniata dal fatto che essi, per funzionare, godono della sovvenzione denominata \u201cCIP6\u201d, ossia quella percentuale che tutti pagano sulla bolletta elettrica, inizialmente pensata come contributo allo sviluppo delle energie alternative, ma che poi truffaldinamente (e sottolineo, truffaldinamente, tant\u2019\u00e8 vero che la Commissione Europea ha avviato una procedura d\u2019infrazione per l\u2019Italia), \u00e8 stata in parte deviata per mantenere gli inceneritori attualmente in servizio\u2026<\/p>\n<p>Qualcuno penser\u00e0: ma almeno ci liberiamo di tutta questa fastidiosa immondizia che la nostra societ\u00e0 consumistica ci induce a produrre incessantemente e caparbiamente\u2026 e invece, nisba: come infatti sa chiunque abbia avuto la \u201cfortuna\u201d di studiare chimica a scuola, vige la famosa legge della conservazione della massa dovuta a Lavoisier, \u201cIn natura tutto si trasforma, nulla si crea e nulla si distrugge\u201d (ovvero, in una reazione chimica la massa dei prodotti \u00e8 esattamente uguale a quella dei reagenti). In altre parole, siccome i cosiddetti termovalorizzatori non appartengono al mondo delle fiabe, ma bens\u00ec a quello reale, e quindi anch\u2019essi non sfuggono a questa legge, succede che per ogni tonnellata di rifiuti che si brucia se ne produce esattamente una tonnellata tra ceneri ricche di metalli pesanti, sostanze tossiche e polveri che vengono in parte trattenute dai filtri di abbattimento. Dove pensate che si possano smaltire queste ceneri e i relativi filtri, certamente di gran lunga pi\u00f9 pericolosi e tossici degli stessi rifiuti che ci si propone di eliminare? Personalmente, non conosco nessuna autorit\u00e0 politica o del mondo scientifico che abbia saputo dare un\u2019adeguata risposta al quesito!<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da dire che di questi \u201cpiccoli\u201d inconvenienti si sono accorti quasi tutti i paesi europei, tant\u2019\u00e8 vero che in nessuno di essi si progetta pi\u00f9 la costruzione di ulteriori impianti inceneritori; naturalmente, l\u2019avverbio \u201cquasi\u201d \u00e8 giustificato dal fatto che in Italia, invece, chi di dovere non se n\u2019\u00e8 ancora accorto (sempre all\u2019avanguardia noi!).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i <strong>generatori di energia elettrica a biomassa<\/strong>, si pu\u00f2 sintetizzare che producono energia, anch\u2019essi, bruciando materiale organico di origine animale o vegetale non fossile (la cosiddetta biomassa); quindi, a una prima grossolana analisi, sembrerebbe di trovarsi finalmente di fronte a una fonte energetica non pericolosa e relativamente pulita! Anche in questo secondo caso non potevo non lasciarvi senza dirvi dove sta la fregatura, anzi, le fregature: tanto per cominciare tutti i tipi di materiali organici contengono, oltre a carbonio e acqua, anche una certa dose di cloro e, guarda caso, se brucio carbonio in presenza di cloro nelle condizioni in cui si brucia in un impianto a biomassa, produco diossina.<\/p>\n<p>Questa maledetta diossina \u00e8 una sostanza veramente infida: siccome \u00e8 altamente solubile nei grassi, quando penetra nell\u2019organismo umano, essa non viene espulsa o smaltita, per cui, anche se assunta in piccole dosi, si accumula comunque nel corpo fino a quantit\u00e0 tali da procurare danni.<\/p>\n<p>In ultimo, ma non di secondaria importanza, c\u2019\u00e8 da osservare poi che per produrre la biomassa necessaria per coprire una significativa percentuale del fabbisogno energetico, bisognerebbe impegnare un numero di ettari di terreno assolutamente non disponibile nel nostro territorio e neanche nel nostro paese. Ne vale veramente la pena?\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un generatore di energia elettrica a biomassa a S. Agata Tra mito e realt\u00e0: il parere di un esperto. A cura della Redazione Elce \u00a0 SANT\u2019AGATA &#8211; L\u2019amministrazione di S. 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