{"id":1551,"date":"2010-04-27T13:35:30","date_gmt":"2010-04-27T12:35:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=1551"},"modified":"2010-04-27T13:35:30","modified_gmt":"2010-04-27T12:35:30","slug":"25-anni-di-servizio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=1551","title":{"rendered":"25 ANNI DI SERVIZIO&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong>A don Stefano Caprio<\/strong><\/p>\n<p>In aprile \u00e8 25 anni del servizio sacerdotale di don Stefano Caprio, parroco della concattedrale di Bovino. E la maggior parte di questo periodo lui pass\u00f2 in Russia. Giovanissimo arriv\u00f2 nel paese che ancora non super\u00f2 70 anni del ateismo forzato e aggressivo; nel paese dove quelli che hanno riuscito a leggere il Vangelo si credevano fortunati, dove solo poco tempo prima andare alla chiesa era pericoloso: per questa \u201ccolpa\u201d era possibile perdere lavoro, studio, a volte anche essere chiuso nella prigione o nel malinconio.<\/p>\n<p>Quando don Stefano arriv\u00f2 in Russia esisteva solo una chiesa cattolica per tutto il paese, ma anche questa apparteneva all\u2019ambasciata francese. Di fronte alla chiesa fu sistemato videoregistratore che fissava i tutti che entravano o uscivano. E in questa situazione il giovane sacerdote riusc\u00ec a fondare 5 parrocchie nelle 5 diverse citt\u00e0 della Russia che esistono e funzionano anche oggi. Lui riusc\u00ec non solo trovare l\u00e0 i cattolici (che gi\u00e0 non \u00e8 facile nel paese dall\u2019origine ortodosso) ma anche convincerli a superare paura e a registrare le loro comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Per\u00f2 questo era solo inizio. Noi non sapevamo quasi niente della chiesa ma anche della fede, a queste poche cose che sapevamo avevamo sentito dalle nostre nonne. Come si pu\u00f2 vivere secondo il Vangelo e le leggi della Chiesa non sapendo ne uno ne altre? Venivamo da don Stefano con un sacco delle domande su la vita familiare, sui rapporti sul lavoro \u2013 che cosa pensa la Chiesa, che cosa dice il Vangelo? Un giorno sono venute le vecchiette e hanno chiesto: \u201cMa votare i comunisti \u00e8 il peccato mortale o no?\u201d. Non solo non sapevamo niente, ma anche non sapevamo fare niente: come partecipare nella messa, come fare la confessione e prima di tutto come pregare. E don Stefano Caprio divent\u00f2 decano del collegio teologico. Sulla base delle sue lezioni sono cresciuti i primi veri cattolici praticanti.<\/p>\n<p>Ma anche questo non era tutto. Non abbiamo niente: n\u00e9 i vestiti liturgici, n\u00e9 le calici, n\u00e9 i negozi specializzati, n\u00e9 le chiese. Abbiamo dovuto fare tutto con le proprie mani e come ha dovuto spiegare don Stefano. Dall\u2019inizio le messa erano organizzate negli appartamenti privati e quando finalmente il governo ha restituito ai credenti alcune chiese queste erano totalmente rovinate. Ricordo come don Stefano serviva la messa di Natale in una cappella appena ricevuta dal governo senza porta e senza i vetri nelle finestre. Era 28 gradi sotto zero. Con il gelo cos\u00ec solo partecipare nella messa era un gesto eroico, per\u00f2 noi eravamo vestiti nelle pellicce, nei capotti, nei guanti. Invece don Stefano non poteva vestirsi cos\u00ec\u2026 Durante la comunione le sue mani e le sue labbra furono attaccate al metallo surgelato della calice e dopo loro sanguinavano\u2026 e questo non era una sola volta. Durante la grave crisi economica anche noi stessi non avevamo niente: tanti hanno perso lavoro, ma anche a chi lavorava non pagavano lo stipendio. E a tanti di noi don Stefano Caprio letteralmente ha salvato la vita dividendo con noi tutto che aveva fino ad ultimi spiccioli, fino ad ultimo pezzo di pane. E qui devo ricordare con grande gratitudine anche il padre di don Stefano che era costretto sostenere non solo suo figlio ma anche tutti gli affamati parrocchiali\u2026<\/p>\n<p>S\u00ec, non sapevamo niente, non avevamo niente, per\u00f2 eravamo pieni dell\u2019entusiasmo. E don Stefano sempre ci dava la mano dirigendo le nostre iniziative verso il vero cristianesimo con tanta pazienza e tanta saggezza. Siamo andati con lui nel primo pellegrinaggio dei cattolici russi sulle isole nel mar Glaciale artico vicino al circolo polare, dove si trovavo il famoso Gulag e dove erano uccisi migliaia dei cattolici sacerdoti e laici durante le purghe staliniane. L\u00e0 abbiamo trovato una piccola cappella nel bosco dove loro servivano messa in pieno segreto, abbiamo fatto un altarino dalle pietre e don Stefano serv\u00ec la messa. La foto di questo posto dopo fu regalata a Santo Padre Giovanni Paolo II. Per\u00f2 non solo i laici rispettavano e volevano bene a don Stefano. Quando i sacerdoti cattolici della Russia (in quel periodo erano gi\u00e0 pi\u00f9 di 400) dovevano rispondere alla domanda \u201cQuali sono tre persone pi\u00f9 degne di diventare vescovo?\u201d hanno nominato tra tre nomi questo di Stefano Caprio. Ma lui non aveva neanche 35 anni!<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 raccontare delle sue attivit\u00e0 ore e ore, forse anche giorni e giorni: seminario, beneficenza, centro culturale, trasmissioni radio e televisivi. Non per caso nella giornata di 850 anniversario della fondazione di Mosca, quando di fronte all\u2019edificio del governo di Mosca fu fatto un palcoscenico dal quale i pi\u00f9 celebri moscoviti parlavano davanti all\u2019enorme folla, l\u2019unico sacerdote a chi fu data questa possibilit\u00e0 era padre Stefano Caprio, il sacerdote cattolico nella ortodossa capitale del paese ortodosso! Durante il festeggiamento dell\u2019anniversario del grande poeta russo Alexandr Pushkin fu nato lo slogan: \u201cPushkin \u00e8 il nostro tutto!\u201d. Per noi il \u201cnostro tutto\u201d \u00e8 don Stefano Caprio.<\/p>\n<p>Grazie, Stefano!<\/p>\n<p><strong>Olga Kvirkvelija, Bovino<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A don Stefano Caprio In aprile \u00e8 25 anni del servizio sacerdotale di don Stefano Caprio, parroco della concattedrale di Bovino. E la maggior parte di questo periodo lui pass\u00f2 in Russia. 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