{"id":1196,"date":"2010-01-18T21:11:17","date_gmt":"2010-01-18T20:11:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=1196"},"modified":"2010-02-08T20:53:02","modified_gmt":"2010-02-08T19:53:02","slug":"stazione-centrale-dove-tutto-ebbe-inizio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?p=1196","title":{"rendered":"STAZIONE CENTRALE: dove tutto ebbe inizio&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><font face=\"Rockwell\"><\/p>\n<p align=\"left\">Non dimenticher\u00f2 mai quel rumore di treno<\/p>\n<p align=\"left\">all\u2019ingresso della Stazione Centrale, mentre<\/p>\n<p align=\"left\">albeggiava\u2026\u201d<\/p>\n<p align=\"left\">\u00c8 questo l\u2019inizio della mia storia del mio arrivo<\/p>\n<p align=\"left\">a Milano, ma \u00e8 questo l\u2019inizio di tante storie<\/p>\n<p align=\"left\">di Pugliesi che come me hanno lasciato la<\/p>\n<p align=\"left\">propria terra e sono giunti in Lombardia.<\/p>\n<p align=\"left\">La stazione rappresenta per tutti la fine<\/p>\n<p align=\"left\">o l\u2019inizio di un viaggio e il principio di<\/p>\n<p align=\"left\">un\u2019avventura che nel bene o nel male fa<\/p>\n<p align=\"left\">crescere e diventare un po\u2019 pi\u00f9 uomini e un<\/p>\n<p align=\"left\">po\u2019 pi\u00f9 donne.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019immagine che resta indelebile negli occhi<\/p>\n<p align=\"left\">di tanti emigranti \u00e8 quella di questo terminale<\/p>\n<p align=\"left\">ferroviario, immenso, caratterizzato da<\/p>\n<p align=\"left\">pesanti strutture in acciaio, il cui cuore tecnologico<\/p>\n<p align=\"left\">fatto di binari, di scambi, di cabine<\/p>\n<p align=\"left\">di controllo, di ascensori, di montacarichi, di<\/p>\n<p align=\"left\">impianti termici si fonde e si confonde con<\/p>\n<p align=\"left\">il cuore di chi tante volte ha sostato in quel<\/p>\n<p align=\"left\">luogo. La memoria di addii, partenze, saluti,<\/p>\n<p align=\"left\">arrivi, abbracci, sorrisi ha traslocato dalla<\/p>\n<p align=\"left\">primissima stazione di Milano del 1864, sul<\/p>\n<p align=\"left\">luogo dove \u00e8 ora Piazza della Repubblica,<\/p>\n<p align=\"left\">alla seconda voluta da Re Vittorio Emanuele<\/p>\n<p align=\"left\">III nel 1906, all\u2019ultima del 1931, ma le emozioni<\/p>\n<p align=\"left\">dello scendere da un treno sono tante e<\/p>\n<p align=\"left\">sempre le stesse.<\/p>\n<p align=\"left\">Lo sguardo di chi arriva non pu\u00f2 che disperdersi<\/p>\n<p align=\"left\">nei grandi ambienti pubblici dalla Biglietteria<\/p>\n<p align=\"left\">centrale alla Galleria delle Carrozze,<\/p>\n<p align=\"left\">che richiamano le architetture monumentali<\/p>\n<p align=\"left\">romane pur essendo realizzate in materiali<\/p>\n<p align=\"left\">pi\u00f9 economici (nelle decorazioni il cemento<\/p>\n<p align=\"left\">e il gesso imitano il marmo). Quell\u2019enorme<\/p>\n<p align=\"left\">galleria che avvolge ed inserisce in un<\/p>\n<p align=\"left\">contesto nuovo tutto da eslporare, ma che<\/p>\n<p align=\"left\">all\u2019inizio fa un po\u2019 paura. Si \u00e8 alla ricerca di<\/p>\n<p align=\"left\">un volto amico, di occhi noti, mentre la mente<\/p>\n<p align=\"left\">\u00e8 ancora ben radicata nella casa natale, nei<\/p>\n<p align=\"left\">piccoli caldi spazi domestici. Si guardano i<\/p>\n<p align=\"left\">Milanesi con ammirazione e disagio tipico<\/p>\n<p align=\"left\">dello straniero in terra straniera, ma poi senza<\/p>\n<p align=\"left\">quasi accorgercene si diventa presto \u201cmilanese<\/p>\n<p align=\"left\">d\u2019adozione\u201d, \u201cmilanesi del Tacco\u201d,<\/p>\n<p align=\"left\">sempre alla moda e di fretta travolti nella vita<\/p>\n<p align=\"left\">cittadina. E, se non fosse che ogni tanto si lascia<\/p>\n<p align=\"left\">trapelare negli sguardi e nell\u2019accento un<\/p>\n<p align=\"left\">po\u2019 di Puglia nella folla ormai ci si confonde.<\/p>\n<p align=\"left\">In questo primo numero di Tacco&amp;Sperone si<\/p>\n<p align=\"left\">vuole partire da l\u00e0 \u201cdove tutto ebbe inizio\u201d. E<\/p>\n<p align=\"left\">come ogni storia di un Pugliese emigrante<\/p>\n<p align=\"left\">nella citt\u00e0 meneghina iniziare con \u201cC\u2019era<\/p>\n<p align=\"left\">una volta c\u2019era una volta un viaggio, c\u2019era<\/p>\n<p align=\"left\">una volta un uomo alla Stazione centrale di<\/p>\n<p align=\"left\">Milano.<\/p>\n<p align=\"left\">Un numero all\u2019insegna dei ricordi di viaggio,<\/p>\n<p align=\"left\">comuni a tutti i migranti. Corre tra le righe<\/p>\n<p align=\"left\">di questa rivista una sottile malinconia, mista<\/p>\n<p align=\"left\">al riscatto, quel riscatto che un Pugliese non<\/p>\n<p align=\"left\">ha potuto trovare nella sua amata terra natia,<\/p>\n<p align=\"left\">ma che forse a mille chilometri di distanza<\/p>\n<p align=\"left\">riesce ad intravedere. Perch\u00e9 ogni viaggio \u00e8<\/p>\n<p align=\"left\">prima di tutto una sfida con s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00c8 sul filo della memoria che si vogliono<\/p>\n<p align=\"left\">porre le basi di questa esperienza editoriale<\/p>\n<p align=\"left\">che ci si auguria longeva nel tempo, un<\/p>\n<p align=\"left\">filo che diventa sempre pi\u00f9 spesso, pronto a<\/p>\n<p align=\"left\">formare una maglia, la fitta rete dei Pugliesi,<\/p>\n<p align=\"left\">che si stimano nella provincia milanese attorno<\/p>\n<p align=\"left\">alle 500 mila unit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">Ora tocca tessere la tela del riscatto, nella<\/p>\n<p align=\"left\">speranza che le nuove generazioni grazie al<\/p>\n<p align=\"left\">nostro operato possano parlare come noi i<\/p>\n<p align=\"left\">vari dialetti pugliesi e non solo un distante<\/p>\n<p align=\"left\">accento lombardo, anche se \u00e8 alla Grande<\/p>\n<p align=\"left\">Milano che si \u00e8 affidato la valigia colma dei<\/p>\n<p align=\"left\">sogni.<\/p>\n<p align=\"left\">Giuseppe De Carlo.<\/p>\n<p align=\"left\">&#8211; Dal nuovo periodico\u00a0TACCO E SPERONE &#8211; anno 1 n.1<\/p>\n<p><\/font><strong><\/strong><strong><font size=\"7\" face=\"MyriadPro-BoldCondIt\"><\/font><\/strong><strong><font size=\"7\" face=\"MyriadPro-BoldCondIt\"><font size=\"7\" face=\"MyriadPro-BoldCondIt\"><\/p>\n<p align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n<p><\/font><\/font><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non dimenticher\u00f2 mai quel rumore di treno all\u2019ingresso della Stazione Centrale, mentre albeggiava\u2026\u201d \u00c8 questo l\u2019inizio della mia storia del mio arrivo a Milano, ma \u00e8 questo l\u2019inizio di tante storie di Pugliesi che come me hanno lasciato la propria terra e sono giunti in Lombardia. 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