{"id":275,"date":"2008-07-08T11:15:20","date_gmt":"2008-07-08T10:15:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?page_id=275"},"modified":"2024-08-02T21:31:40","modified_gmt":"2024-08-02T20:31:40","slug":"convento-di-maria-ss-della-consolazione","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.prolocodeliceto.it\/zeroweb\/?page_id=275","title":{"rendered":"Santuario di Maria SS. della Consolazione"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 21pt;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"> Fondato alla fine del \u2018400 dal Beato Felice da Corsano e da alcuni suoi confratelli, nel bosco di Valle in Vincolis a circa 5 km dall\u2019abitato, con il contributo del Marchese Piccolomini, \u00e8 stato ampliato successivamente dai vari ordini che si sono avvicendati nel tempo. Immerso nella natura, sorge solitario e maestoso, impregnato di storia e avvolto di mistero e spiritualit\u00e0, \u201cluogo di Santi\u201d che annovera tra tutti: Sant\u2019Alfonso Maria de\u2019Liguori (1744-1747), che qui ha composto la pastorale pi\u00f9 famosa al mondo \u201cTu scendi dalle stelle\u201d; (vedi pubblicazione di Giovanni Bosco Maria Cavalletti: Deliceto come a Betlemme. Edito da Grenzi Editore Foggia 2023) San Gerardo Maiella (1749-1754) che qui ha vissuto 5 dei 6 anni di vita religiosa facendolo diventare \u201cculla del mondo gerardino\u201d e \u201cunico immenso museo gerardino a cielo aperto\u201d. La chiesa risalente al \u2018400, \u00e8 stata ampliata dai redentoristi di S. Alfonso come attesta l\u2019iscrizione \u201cS.M. Consolationis 1755\u201d e custodisce un immenso patrimonio artistico-religioso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 21pt;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Infatti all\u2019interno si conserva:una suggestiva statua di Sant\u2019Alfonso d\u2019inizio \u2018900 dalla fronte corrugata e dagli occhi profondi e indagatori, che fu benedetta da Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro il 04\/05\/1983; le tele del \u201cSS. Redentore\u201d, la \u201cMadonna delle Grazie\u201d, \u201cSan Michele Arcangelo\u201d, \u201cSanta Maria Maddalena penitente\u201d; due dipinti dell\u2019artista Domenico Caso di Foggia della fine del 1700 rappresentanti S. Alfonso in ginocchio dinanzi al SS. Sacramento e l\u2019altro San Giuseppe col bambino in braccio; due grandi tele ancora dell\u2019artista Domenico Caso di fine \u2018700, rappresentanti \u201cL\u2019Ultima Cena\u201d e \u201cLa Nativit\u00e0\u201d, di cui l\u2019ultima ispirata alla tela \u201cAdorazione dei Pastori\u201d, dipinta da S. Alfonso alla Consolazione e poi andata smarrita; due statue, di antica scuola napoletana, raffiguranti i Santi Apostoli Pietro e Paolo; le campane suonate da S. Gerardo (sec. XVI). In ultimo la Consolazione custodisce dei tesori inestimabili: <strong>il mezzo busto originale in carta pesta \u201cEcce Homo\u201d modellato a mano da San Gerardo Maiella<\/strong> durante la sua permanenza, da cui i redentoristi hanno ricavato una copia in gesso custodita al Santuario di Materdomini (AV) ove \u00e8 sepolto il Santo; la suggestiva scultura dell\u2019artista olandese <strong>Toon Grassen<\/strong> (il quale ha studiato la Sindone e gli scritti della mistica italiana Maria Valtorta per realizzare l\u2019opera), \u201c<strong>Ges\u00f9 crocifisso<\/strong>\u201d raffigurato qualche istante prima di morire con gli occhi sofferenti, composto da una croce di tre metri con legno originale della Terra Santa, il corpo, \u00e8 fatto di una gomma speciale che sembra pelle con capelli e unghie veri, attaccati uno per uno; <strong>la sacra \u201cTavola della Madonna della Consolazione\u201d<\/strong> (sec. XV) fatta dipingere dal Beato Felice, che \u00e8 incastonata al centro di un maestoso tronetto in stucco marmorizzato, sormontato in alto dallo stemma dei P. Redentoristi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 21pt;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Oltre le opere l\u2019intera struttura \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte che crea attrazione e suggestione. Infatti a destra dell\u2019ingresso si apre l\u2019antica sacrestia dei Padri Redentoristi, trasformata solo di recente (1984) in cappella di San Gerardo per dare al Santo un degno luogo di culto nel posto ove pi\u00f9 visse ed oper\u00f2. Sul pavimento della chiesa si possono osservare due grosse lastre di pietra, ingresso del sepolcro dove si trovano sepolti i resti di circa 40 Redentoristi morti in odore di santit\u00e0, tra cui P. Antonio Tannoia (1727-1808). In questa \u201cfossa,\u201d vi \u00e8 una figura mistica oggetto di molto interesse, un teschio che suda\u2026 Ritornando in chiesa, si nota a terra una piccola lapide con un\u2019iscrizione latina, altro non \u00e8 che il sepolcro del benefattore Gian Giacomo Casati, il quale grande amico di S. Alfonso volle lasciare tutti i suoi averi al Convento della Consolazione. Alle spalle dell\u2019altare vi \u00e8 un incavo dove S. Gerardo si rannicchiava per stare pi\u00f9 vicino al SS. Sacramento durante le notti insonne di preghiera. Dalla sagrestia si sale al piano superiore, attraverso una stretta scalinata, e si arriva in un ampio salone barocco, la \u201cStanza di S. Alfonso\u201d, quella in cui il Santo viveva e dove scrisse la sua \u201cTheologia moralis\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 21pt;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">I luoghi alfonsiano-gerardino sia interni che esterni sono numerosissimi, su tutti per\u00f2 sono da citare la \u201cGrotta del beato Felice\u201d, una grotta naturale santificata dal \u201cBeato\u201d che continu\u00f2 nel tempo ad essere luogo di preghiera e penitenza soprattutto per S. Alfonso e S. Gerardo. Inoltre di inestimabile valore affettivo e storico \u00e8 la celletta di S. Gerardo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 21pt;\"><strong><em><span style=\"font-size: 14pt;\">Sempre aperto perch\u00e9 gestito dalla Comunit\u00e0 Mariana Oasi della Pace. Per svolgere delle visite guidate contattare l\u2019Ass. Tur. Pro-Loco Deliceto, il Comune di Deliceto o la Comunit\u00e0 Mariana Oasi della Pace.<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Fondato alla fine del \u2018400 dal Beato Felice da Corsano e da alcuni suoi confratelli, nel bosco di Valle in Vincolis a circa 5 km dall\u2019abitato, con il contributo del Marchese Piccolomini, \u00e8 stato ampliato successivamente dai vari ordini che si sono avvicendati nel tempo. 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