Sunday, 18 February 2018

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Nella mattinata di ieri, nell’ambito di un’operazione congiunta tra i Comandi Provinciali di Foggia e Matera, i Carabinieri della Compagnia di Cerignola hanno tratto in arresto CUPPONE FRANCESCO, cl. ’84, pregiudicato di Policoro (MT), attivamente ricercato dal 22 settembre scorso quando, armato di pistola, unitamente ad alcuni complici, aveva sparato diversi colpi d’arma da fuoco contro un cittadino ganese, da tempo stabilitosi proprio a Policoro, di cui uno lo aveva raggiunto ad una gamba, procurandogli gravi lesioni.

L’uomo da allora aveva fatto perdere le proprie tracce, fino a quando, tradito dal desiderio di rivedere la propria compagna, non ha permesso agli investigatori di capire che da diversi giorni stava viveva a Cerignola, sotto falso nome, in un piccolo appartamento del centro cittadino.

I militari del Nucleo Operativo e della Stazione di Cerignola, assunte le informazioni del caso, ed in stretta sinergia con gli investigatori del Comando Provinciale di Matera e della Compagnia di Policoro, hanno fatto irruzione in un bilocale, in zona “Assunta”, sorprendendo l’uomo che, alla vista dei militari, ha tentato la fuga, venendo però prontamente bloccato ed immediatamente ammanettato. Da un’accurata perquisizione dell’immobile i militari hanno rinvenuto una carta d’identità riportante l’effige fotografica del Cuppone, ma sulla quale erano però riportati dati falsi. Per tale ragione l’uomo, oltre che per il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza nei giorni successivi al tentativo di omicidio, è stato tratto in arresto anche in flagranza di reato per il reato di possesso di documento di identificazione falso.

Cuppone, in attesa della convalida sia del fermo di indiziato di delitto che dell’arresto in flagranza, è quindi stato rinchiuso nel carcere di Foggia.

 

Nella giornata di lunedì scorso i Carabinieri della Stazione di Cerignola hanno arrestato quattro cittadini rumeni, tre uomini e una donna, tutti di età compresa tra i 26 ed i 32 anni, colti nella flagranza del reato di furto di olive.

Il fenomeno dei furti nelle campagne è da sempre oggetto di particolare attenzione da parte dell’Arma, essendo una tipologia di reato che, molto spesso sottovalutata, rappresenta una vera piaga per i produttori ortofrutticoli, che si vedono privati del loro raccolto, e quindi degli investimenti fatti, per mano di veri e propri parassiti della campagna.

E’ per questo che i Carabinieri, oltre che pattugliare costantemente i centri cittadini, attuano costantemente delle vere e proprie battute in aperta campagna, così da prevenire, e se del caso reprimere, reati di tale natura.

E proprio in quest’ottica, i Carabinieri di Cerignola, durante un servizio perlustrativo in località “Pavoni”, hanno sorpreso i quattro malfattori che avevano già riempito vari sacchi, per un totale di due quintali circa di olive. I soggetti, subito bloccati, sono stati dichiarati in arresto e sottoposti agli arresti domiciliari. Dovranno rispondere dei reati di furto aggravato e danneggiamento, avendo, tra le altre cose, anche rovinato i rami di varie piante.

 

 

Nella tarda serata di ieri, a Peschici, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 39enne del luogo, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

I militari, intervenuti presso l’abitazione di una coppia di coniugi a seguito di una segnalazione per lite in famiglia, hanno accertato che l’uomo aveva aggredito la moglie, scaraventandola da una scala interna al loro appartamento. La donna, che da tempo subiva prevaricazioni dal marito, preferendo tacere per non compromettere il matrimonio, ma soprattutto nel timore di ritorsioni, ha quindi finalmente trovato il coraggio di denunciare ai Carabinieri il comportamento aggressivo e violento dell’uomo. Dal racconto della vittima è così emersa una situazione conflittuale che andava avanti da mesi, caratterizzata da reiterate aggressioni fisiche e minacce, anche in presenza dei figli minori.

Al termine delle formalità di rito l’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Foggia, mentre la donna per l’aggressione subita ha riportato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.

 

redazione

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