Monday, 18 December 2017

foto auto colafrancesco bomba 1  foto coccia pasquale

Nella prima mattinata odierna i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Giovanni Rotondo e della Stazione di Cagnano Varano, coadiuvati da personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta di quella Procura della Repubblica, che ha fin dal suo inizio coordinato tutta l’indagine, arrestando COCCIA Pasquale, trentanovenne, agente del Comando di Polizia Municipale di Cagnano Varano, ritenuto responsabile di detenzione e porto di esplosivo, estorsione aggravata, tentata estorsione e falsità ideologica.

Il provvedimento è l’esito di una complessa e articolata attività investigativa, che ha impegnato i Carabinieri anche in delicate attività tecniche di intercettazione e discreti servizi di osservazione e riscontro, scattata a seguito di un attentato dinamitardo avvenuto nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 2016, quando un ordigno esplosivo artigianale fu posizionato e fatto esplodere sotto l’autovettura di proprietà di COLAFRANCESCO Annamaria, all’epoca dei fatti coordinatrice del Comando di  Polizia Municipale di Cagnano Varano. Le indagini, condotte con la massima riservatezza, hanno così consentito di individuare in Coccia Pasquale l’autore dell’attentato. Questi, con la complicità di alcuni soggetti tuttora in via di identificazione, collocò l’ordigno sotto l’auto del suo superiore, al fine di indurre la vittima a rinunciare all’incarico di comando. Per lungo tempo, infatti, il Coccia stesso aveva ricoperto l’incarico di coordinatore del personale del Comando, sostituito poi dalla Colafrancesco.

La stessa Colafrancesco poi, il 2 marzo scorso, era stata nuovamente vittima di un altro episodio, quando ignoti avevano dato alle fiamme la stessa auto precedentemente presa di mira, questa volta distruggendola del tutto.

Nel contesto delle indagini è stato anche accertato che, ancor prima, verso il mese di settembre del 2015, immediatamente dopo la sua sostituzione, il Coccia aveva già fatto “avvicinare” da un proprio complice un ex Comandante della Polizia Municipale di Sannicandro Garganico, prossimo alla nomina da parte dell’Amministrazione comunale di Cagnano Varano all’ambito incarico, che, per le minacce subite, aveva preferito rinunciarvi. Il posto, però, fu allora assegnato alla Colafrancesco.

Il Coccia, al termine delle operazioni di rito, è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

LA TORRE GIOVANNI  IMPAGNATIELLO GIUSEPPE PIO

Nelle prime ore di ieri i Carabinieri della Compagnia di Manfredonia, nello specifico quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, richiesta dalla Procura della Repubblica di Foggia, che ha coordinato le indagini, ed emessa dal GIP, tre persone di Manfredonia ritenute responsabili, in concorso tra loro, del reato di intralcio alla giustizia e lesioni personali dolose aggravate dall’utilizzo di arma.

Si tratta del 29enne incensurato IMPAGNATIELLO GIUSEPPE, del 40enne incensurato LA TORRE GIOVANNI e del 44enne pregiudicato SCARABINO MARIO.

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Manfredonia e, come già anticipato, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, hanno consentito di raccogliere nei confronti degli indagati gravi indizi di colpevolezza in relazione alle ipotesi delittuose contestate.

E’ infatti emerso che il 28 settembre scorso, a Manfredonia, PRENCIPE Antonio Pio, già vittima di tentato omicidio l’8 aprile 2016 a Mattinata, per il quale sono accusati Quitadamo Andrea, La Pomarda Bartolomeo e Di Mauro Fabio Pio, era stato aggredito da tre individui con il fine di indurlo a ritrattare le accuse già formulate nei confronti del Quitadamo e che era chiamato a confermare nell’udienza del 2 ottobre.

Già lo stesso 2 ottobre scorso, a seguito della rivelazione in aula da parte della vittima della nuova aggressione, i Carabinieri di Manfredonia dato esecuzione all’ordinanza con la quale era stata aggravata la misura cautelare degli arresti domiciliari alla quale era sottoposto Quitadamo Andrea, traducendolo presso il carcere di Foggia. Gli odierni arresti giungono a conclusione delle ulteriori attività che hanno consentito di identificare compiutamente gli autori materiali di quel brutale pestaggio.

I FATTI E LE INDAGINI DEI CARABINIERI DI MANFREDONIA

La sera del 7 aprile 2016 PRENCIPE Antonio Pio era fermo di fronte ad una pizzeria di Mattinata quando era sopraggiunta un’auto con a bordo QUITADAMO Andrea, LA POMARDA Bartolomeo e DI MAURO Fabio Pio. Dal veicolo era quindi subito sceso LA POMARDA che, con in mano un’accetta, si era scagliato contro il PRENCIPE, seguito dai suoi due compari che, invece di bloccare l’amico, lo aiutavano ad infierire contro il malcapitato, il quale veniva ripetutamente colpito con l’accetta, tanto da ridurlo in fin di vita. Alla fine, infatti, il Prencipe sarebbe stato ricoverato presso l’Ospedale Civile di San Giovanni Rotondo in prognosi riservata quoad vitam.

Per tale fatto, grazie alle immediate attività dei Carabinieri della Compagnia di Manfredonia, sempre coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia, La Pomarda Bartolomeo è stato condannato all’esito del giudizio abbreviato, mentre per Quitadamo Andrea e Di Mauro Fabio Pio è in corso il giudizio dibattimentale. In particolare, il 2 ottobre scorso si è tenuta l’udienza dinanzi al Tribunale di Foggia, nel corso della quale la persona offesa, PRENCIPE Antonio Pio, nel rendere testimonianza, aveva dichiarato di essere stato aggredito quattro giorni prima da tre persone, al fine di non fargli rendere quella testimonianza o comunque ritrattare le accuse precedentemente già mosse contro QUITADAMO Andrea.

A seguito di tali dichiarazioni, rese addirittura in dibattimento, QUITADAMO Andrea, che si trovava sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con permesso di assentarsi nelle fasce orarie stabilite da GIP, era stato arrestato e condotto in carcere su ordine dell’A.G., che gli aveva revocato il beneficio di cui aveva sino ad allora goduto.

Effettivamente la sera del 28 settembre scorso, alle ore 23.10 circa, il PRENCIPE era stato notato nell’abitato di Manfredonia da una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile. Nella circostanza l’uomo, che presentava il viso vistosamente tumefatto, aveva già riferito di essere stato aggredito poco prima nei pressi di via Gargano, rifiutandosi però di fornire ulteriori particolari in merito.

Poi, ma solo successivamente, vincendo i timori, le ansie e le paure che l’episodio gli aveva provocato, probabilmente rassicurato dalla traduzione in carcere di Quitadamo Andrea, il PRENCIPE Antonio Pio aveva finalmente presentato anche formale denuncia nei confronti dei suoi tre aggressori.

Dal racconto effettuato e dalla descrizione fornita dei tre, sin da subito erano sorti sospetti su IMPAGNATIELLO Giuseppe Pio, detto “Zuridd”, e su altre due persone con cui quest’ultimo è solito accompagnarsi, cioè SCARABINO Mario, soprannominato “zio Mario” e LA TORRE Giovanni, che in giro viene chiamato “il figlio di Costanzo”.

Al termine delle indagini il PRENCIPE ha anche riconosciuto con certezza i tre aggressori che lo avevano brutalmente picchiato.

Alla luce degli elementi raccolti dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della  Compagnia Carabinieri di Manfredonia, diretti e coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia, è stata quindi avanzata la richiesta di misura cautelare sui tre che il Giudice del Tribunale ha accolto emettendo appunto l’ordinanza cui si è data esecuzione.

 

redazione

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