Friday, 24 November 2017

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Meditazioni caravaggesche

Le ombre avvolgono, accudiscono, occultano nel tenebroso abbraccio ogni elemento uniformando gli spazi e le superfici; le luci, come una lama dal bagliore metallico, squarciano le ombre, vivisezionando e rilevando ogni dettaglio perfino il più insignificante o sordido. Lo sfondo non esiste, sostituito dal buio e la luce è la sola e vera protagonista: in Caravaggio l’uso sapiente di luci e ombre crea un gioco che è “veggentemente” fotografico e cinematografico, nel modo in cui manipola la scena evidenziando le figure e le azioni salienti e occultando quelle irrilevanti. Partendo da questo assunto si svolge la meditazione di cinque artisti contemporanei che ci offrono la loro personale riflessione sul tema alla luce della propria ricerca e sperimentazione artistica attraverso i media e le tecniche più disparate: si va dall’uso tradizionale della pittura ad olio come nelle tele di Marcello Di Pierro e Michelangelo Pietradura, all’utilizzo della fotografia concepita e ritoccata a mano di Emanuele Gregolin, dalla pittura digitale di Federico Lombardo alla stilizzazione grafica di Naoya Takahara. L’intera riflessione prende spunto dal volume “Caravaggio poesia della luce”, nel quale l’autore Franco Leone descrive le opere di Caravaggio in endecasillabi facendole vibrare attraverso la poesia. La Camerata Mvsica Antiqva, con Pasquale Antonio Rinaldi al flauto dolce e Mauro Del Grosso al liuto faranno rivivere le atmosfere del periodo creando quel gioco di rimandi tra cultura secentesca e contemporanea che è nello spirito dell’intera mostra.

Rocco Marino

redazione

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