Friday, 24 November 2017

MININNO SEBASTIANO (1)

Nella mattinata di sabato i Carabinieri della Stazione di Apricena, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica, hanno arrestato MININNO Sebastiano, classe ’69, pregiudicato locale e vicino al clan malavitoso “DI SUMMA”, per i reati di tentata estorsione e danneggiamento a seguito di incendio perpetrati ai danni di un operaio 62enne della zona, dal quale aveva preteso la consegna di una somma di denaro. La vicenda trae origine da un danneggiamento, avvenuto lo scorso settembre, nel quale l’autocarro di proprietà della vittima era stato quasi completamente distrutto da un incendio doloso. In quella circostanza, la ricostruzione dell’accaduto da parte dei militari intervenuti sul posto aveva permesso di far emergere che l’autore del reato aveva appiccato il fuoco ad alcuni sacchi per l’immondizia, dopo averli sistemati vicino agli pneumatici anteriori del veicolo, al fine di accelerare la combustione e far si che le fiamme si propagassero molto più velocemente all’interno dell’abitacolo.

Al termine di una meticolosa attività di indagine, supportata anche dalla visione ed analisi di numerosi filmati delle telecamere dei sistemi di videosorveglianza presenti nella cittadina di Apricena, i Carabinieri hanno quindi raccolto numerosi e circostanziati elementi probatori, che hanno fatto emergere le inconfutabili responsabilità del MININNO quale autore materiale dell’incendio dell’automezzo, con finalità intimidatorie ed estorsive.

Il MININNO Sebastiano è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Foggia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, alla quale dovrà rispondere dei reati che gli vengono contestati.

E’ di quattro arresti l’ultimo servizio di controllo del territorio effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Cerignola, che hanno sorpreso i quattro in flagranza di reato in altrettante operazioni di servizio.

Il primo a finire in manette, a Cerignola, è stato un pregiudicato albanese, BALLIU HASIM, cl. ’79. L’uomo, fermato per un controllo a bordo del proprio tir dai militari della Stazione di Cerignola, per evitare le contestazioni per alcune infrazioni al codice della strada, ha offerto 15 euro ai militari per “chiudere un occhio”. L’uomo, su disposizione del P.M. di turno, è stato associato presso la Casa Circondariale di Foggia. Risponderà del reato di istigazione alla corruzione.

Sempre a Cerignola, i militari dell’Aliquota Radiomobile del NORM, in due diversi interventi, hanno arrestato DELLERBA VITO, cl. ’79, pregiudicato, e SECCIA MATTEO, cl. ’89, con precedenti di polizia, entrambi cerignolani, ed entrambi per il reati di resistenza a pubblico ufficiale. In particolare, Dellerba, a casa del quale i militari si erano recati dopo che avevano sorpreso il figlio in possesso di un modico quantitativo di marijuana, ha reagito malamente al controllo, avventandosi in maniera violenta contro i militari, che sono riusciti ad ammanettarlo solo al termine di una lunga colluttazione. Processato col rito direttissimo, il Dellerba è stato condannato alla pena di un anno di reclusione e, dopo aver passato una notte nel carcere di Foggia, è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Seccia, invece, intercettato a bordo di una Audi A4 lungo la SS 16, alla vista dei militari si è dato ad una folle fuga, ad oltre 200 km/h. L’uomo, che in un primo momento era riuscito a far perdere le proprie trace, è stato però bloccato dopo pochi minuti nel centro cittadino e dichiarato in stato di arresto. Anch’egli, dopo una notte in cella, ha patteggiato una pena di cinque mesi e dieci giorni di reclusione per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Inoltre, i militari lo hanno denunciato in stato di libertà per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, avendo rifiutato di sottoporsi ai relativi accertamenti.

A Margherita di Savoia, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto VELENTINO FRANCESCO, cl. ’70, pluripregiudicato locale, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Valentino, sottoposto a perquisizione personale e domiciliare, è stato trovato in possesso di circa 12 grammi di marijuana, oltre che di varie bustine utilizzate per il confezionamento della droga. Valentino, che risponderà dei reati di detenzione ai fini di spaccio di marijuana e di violazione della sorveglianza speciale, su disposizione del P.M. di turno, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

compierchio francesco

I Carabinieri della Compagnia di Cerignola, supportati da militari del Comando Provinciale di Foggia, negli ultimi giorni stanno svolgendo alcuni mirati servizi, anche in abiti civili, finalizzati a contrastare il traffico di sostanze stupefacenti che interessa la cittadina cerignolana e il basso tavoliere, in special modo durante il week-end, quando vi è maggiore richiesta di stupefacenti c.d. pesanti, per lo sballo del fine settimana.

Durante questi servizi, precisamente lo scorso sabato sera, i militari impegnati, durante uno dei tanti controlli, hanno notato un’autovettura che effettuava delle manovre sospette, con a bordo COMPIERCHIO Francesco, classe ’56, noto pregiudicato, considerato un elemento di spicco della criminalità dell’area cerignolana.

I Carabinieri quindi hanno deciso di pedinare il sospetto per verificarne i movimenti e le intenzioni. Quando l’autovettura si è fermata in un largo nei pressi del comune di Orta Nova è allora scattato il controllo da parte dei militari dell’Arma, i quali hanno subito notato che il COMPIERCHIO era particolarmente nervoso e agitato, come se stesse nascondendo qualcosa. Sottoposto a perquisizione personale e veicolare l’uomo è infatti stato trovato in possesso, nascosti nella tasca del giubbotto, di un panetto di cocaina del peso di 200 grammi  e di un ulteriore quantitativo di 30 grammi in polvere della stessa sostanza.

Il Compierchio è quindi stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e associato al carcere di Foggia.

La cocaina, risultata purissima, avrebbe permesso, secondo le tabelle ministeriali, di ricavarne circa 500 dosi per un valore, al dettaglio, di oltre 40.000 euro.

 

I Carabinieri della Compagnia di Manfredonia, nello specifico quelli della Stazione di Monte Sant’Angelo, hanno effettuato due arresti, uno in flagranza di reato e uno su ordine dell’Autorità Giudiziaria.

A Manfredonia i Carabinieri della Stazione di Monte Sant’Angelo hanno tratto in arresto in flagranza di reato per maltrattamenti contro familiari e lesioni personali dolose il pregiudicato 35enne LA TERZA Giuseppe. Nel corso di un servizio perlustrativo, i militari sono intervenuti su richiesta  della Centrale Operativa della Compagnia di Manfredonia presso un’abitazione di via San Domenico Savio. Giunti sul posto, i militari hanno notato su di un balcone del secondo piano una signora che chiedeva aiuto. I Carabinieri hanno quindi immediatamente citofonato, ma l’uomo che ha risposto loro si è rifiutato di aprire, e così, solo grazie ad un vicino, sono riusciti ad entrare. Avuto finalmente accesso anche all’abitazione da cui provenivano le richieste di aiuto, i Carabinieri hanno intimato al LA TERZA di aprire immediatamente il balcone per far rientrare in casa la moglie che, circa un’ora prima, aveva chiuso fuori. La donna si è quindi presentata ai militari con il volto sanguinante, riferendo che, a seguito dell’ennesimo litigio, il marito le aveva dato una testata in pieno viso. Sopraggiunta intanto in rinforzo anche una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Manfredonia, i militari si sono prodigati a prestare le prime cure alla donna, poi accompagnata presso il locale pronto soccorso, dove è stata medicata e giudicata guaribile in sette giorni. Nel frattempo l’uomo era stato accompagnato preso gli uffici del Comando Compagnia di Manfredonia.

Al termine degli accertamenti, alla luce della gravità del fatto e del racconto, di ripetute violenze subite, della donna, LA TERZA Giuseppe è stato dichiarato in arresto per maltrattamenti contro familiari e lesioni personali dolose e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Foggia, in attesa di giudizio, sottoposto agli arresti domiciliari presso l’abitazione materna. L’uomo, peraltro, era già noto per essersi in passato resosi responsabile di tentato omicidio nei confronti proprio di un Carabiniere di Manfredonia, che l’uomo aveva pensato bene di investire con la propria autovettura perché fermato ad un posto di controllo  privo di assicurazione.

A Monte Sant’Angelo, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato il 28enne pluripregiudicato PIEMONTESE Marco, dando esecuzione ad un ordine di espiazione pena in regime di detenzione domiciliare per un anno per i reati di lesioni personali dolose gravi e porto di armi od oggetti atti ad offendere, reati commessi il 1 giugno 2012 a Monte Sant’Angelo quando, unitamente al fratello, accoltellarono tale Grilli Matteo, danneggiandogli anche l’auto con una chiave inglese. Le responsabilità di PIEMONTESE Marco vennero acclarate dagli uomini dell’Arma, che lo denunciarono in stato di irreperibilità.

 

 

 

 

redazione

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