Friday, 24 November 2017

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Tutte le feste andassero e venissero
ma Pasqua d’Epifania mai che tornasse
Per il secondo anno consecutivo verrà riproposta la mostra “Tutte le feste andassero e venissero ma
Pasqua d’Epifania mai che tornasse”, a cura di Rocco Marino. La mostra si propone l’intento di
commemorare la festa dei Defunti attraverso una meditazione sulla morte, elemento fondante e
principale ispirazione per la nascita nell’ultimo quarto del XVI secolo della Compagnia dei Morti,
progenitrice della Congrega di Sant’Anna e Morti. Un
memento mori
che era ben presente nelle
attività della Congrega e trovava il suo culmine nella tradizione dell’esposizione della “Morte col
falcione”, uno scheletro di cartapesta rivestito di un mantello nero e circondato di ceri, in occasione
dell’1 e 2 novembre e della filastrocca cantata per la “Questua dialogata” che si teneva il 1
novembre, il 25 dicembre e il 6 gennaio, della quale ho scelto una strofa come titolo per la mostra.
La filastrocca allude a una tradizione popolare secondo la quale le Anime Purganti potrebbero
uscire dal Purgatorio il 1 novembre per poi farvi ritorno il 6 gennaio, giorno detto appunto Pasqua
d’Epifania. Entrambi gli elementi fungono da ispirazione per recuperare una tradizione ormai
perduta,   facendola   rivivere   in   un   modo   nuovo   attraverso   la   reinterpretazione   dell’arte
contemporanea. A questo scopo tre artisti Claudio Di Carlo, Rocco Marino e Michelangelo
Pietradura si sono cimentati nel compito di rivisitare il tema della morte, con una visione specifica
sulle Anime Purganti in dialogo tra loro e con la grande tela di Benedetto Brunetti che le mostra in
preghiera per ottenere la salvezza tramite l’intercessione della Vergine e di Sant’Anna

redazione

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