Friday, 24 November 2017

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E’ finita sulla SS 16 la latitanza di un albanese classe ‘85 ricercato da un anno per il tentato omicidio di un connazionale avvenuto nel giugno del 2016 in Roma.

L’uomo, XHAHYSA Edmond, è stato fermato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Foggia a seguito di attività investigativa che ha permesso di capire come lo stesso avesse trovato rifugio nella zona tra Orta Nova e Foggia, aiutato da altri connazionali. Il XHAHYSA è stato bloccato sulla SS 16 all’altezza di Orta Nova alla guida di una BMW 320. Il dispositivo dei Carabinieri ha permesso di individuarlo e fermarlo evitando che lo stesso potesse tentare la fuga. L’uomo inoltre contava di farla franca in quanto all’atto del controllo esibiva un documento d’identità e una patente di guida intestate a un cittadino di nazionalità rumena e riportanti la sua effige fotografica, documenti di fatto identici a quelli originali.  I militari che ben conoscevano il soggetto, lo hanno immediatamente condotto presso gli uffici del Comando Provinciale dei Carabinieri dove è stato sottoposto a riscontri dattiloscopici, che hanno permesso di rilevare la sua reale identità. Lo XHAHYSA infatti risultava ricercato da un anno circa in quanto riconosciuto autore  insieme ad un complice di un tentato omicidio commesso in Roma.

La vittima è un 40enne albanese, accoltellato in strada e lasciato sanguinante sul marciapiede in Roma alla Via Silicella al Casilino, e soccorso da una pattuglia dei carabinieri che lo aveva notato riverso sull’asfalto con una ferita da taglio all’addome. Ricoverato in codice rosso al Policlinico di Tor Vergata era riuscito a salvarsi, fornendo agli investigatori dell’Arma particolari utili per l’identificazione di chi era stato poco prima ad accoltellarlo nel corso di un litigio.

I militari dell’Arma sono riusciti subito a risalire all’identità dei due albanesi responsabili del tentato omicidio, arrestandone immediatamente uno, mentre l’altro era riuscito a fuggire, rendendosi irreperibile.

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I Carabinieri della Compagnia di Manfredonia, nello specifico quelli della Stazione di Monte Sant’Angelo, hanno tratto in arresto con le gravi accuse di tentato omicidio e lesioni personali dolose gravi, il 60enne R. L. A., del posto.

I fatti si sono verificati nella tarda serata di ieri nei pressi dell’abitazione dell’arrestato.

I Carabinieri in servizio di pattuglia sul Comune dell’Arcangelo notavano un giovane 23enne F.F. disteso al suolo su una scalinata del centro, in stato di incoscienza e riverso in una pozza di sangue di cui erano intrisi anche gli abiti, che si teneva le mani sull’addome.

Lì vicino, veniva notata la presenza anche del 22enne P.G., amico del primo, che sebbene in evidente stato di shock a causa di una ferita da taglio alla gamba, riferiva ai militari che pochi istanti prima una persona a lui sconosciuta li aveva accoltellati entrambi.

I Carabinieri quindi si concentravano sulle numerose e vistose macchie ematiche sul fondo stradale che conducevano sino ad un’abitazione non molto distante. Qui, sull’uscio della porta si presentava R. L.A., il quale riferiva testualmente “sono stato io ma sono stato costretto”. A questo punto i militari accedevano in casa alla ricerca dell’arma utilizzata. L’uomo quindi estraeva dalla tasca anteriore destra dei propri pantaloni un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di cm 16 che appariva, da subito, inidoneo a cagionare le lesioni patite dai due ragazzi. Con rinnovata insistenza quindi i Carabinieri richiedevano a R.L.A. di consegnare l’arma con la quale aveva effettivamente commesso il delitto e, a questo punto, l’uomo estraeva da un ripostiglio posto nella sala da pranzo un pugnale della lunghezza complessiva di cm 30 la cui lama misura cm. 18.

A questo punto l’uomo veniva accompagnato in caserma, mentre al contempo venivano garantiti i soccorsi ai feriti. Dall’escussione dei presenti, emergeva che mentre i giovani erano nelle vicinanze di casa dell’aggressore, questo si era affacciato cominciando a inveire contro di loro accusandoli di essere lì per fare i bisogni per strada come già accaduto altre volte; a questo punto scendeva in strada con un grosso coltello in mano e, direttosi contro i due, sferrava diversi fendenti al loro indirizzo colpendo uno all’addome e l’altro alla gamba.

Alla luce di quanto emerso, degli elementi raccolti dai Carabinieri, R.L.A. veniva dichiarato in stato di arresto per tentato omicidio e lesioni personali dolose gravi. Il pugnale veniva posto in sequestro.

Per quanto attiene ai due ragazzi feriti, uno ha riportato una ferita lieve giudicata guaribile in 8 giorni, l’altro è attualmente ricoverato in prognosi riservata, non in pericolo di vita, ma le condizioni sono sicuramente preoccupanti.

La sua fuga tuttavia è finita a Foggia e ora si trova ristretto presso la Casa Circondariale dove oltre al tentato omicidio dovrà rispondere del possesso di documenti d’identità falsi.

 

 

redazione

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