Monday, 24 July 2017

ROTARY CLUB-IPOGEI LAGRASTA-CANOSA DI PUGLIA-FONDAZIONE ARCHEOLOGICA “CANOSA, CAPITALE DELLA DAUNIA, NEL IV-III SEC. A.C.”: CONVEGNO DELLA DOTT.SSA CORRENTE PRESSO GLI IPOGEI LAGRASTA A CURA DEL ROTARY CLUB.   Venerdì 14 Luglio il Rotary Club di Canosa di Puglia , nella persona del neo Presidente Giuseppe Palumbieri, con il patrocinio del Comune di Canosa di Puglia e della Fondazione Archeologica Canosina Onlus, presso gli Ipogei Lagrasta, alle ore 20.30, organizza il convengo relazionato dalla dott.ssa Marisa Corrente“Canosa, capitale della Daunia, nel IV-III sec. a.C.” Ispettrice di zona della soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, la dott.ssa Corrente, da oltre 20 anni cura e preserva le vestigia di Canosa. Ha realizzato molteplici mostre e pubblicazioni dedicate all’antica Canusium, di cui alcune sull’espansione della città in epoca daunia. Difatti, durante il IV-III sec.a.C, un forte avanzamento di Canosa avviene con l’apertura al mondo ellenico. La zona ofantina aveva un habitat ideale per la vita umana, ricco di acqua, vegetazione e selvaggina, prossimo alla costa e ai luoghi visitati dai navigatori. I collegamenti via mare favorirono la mediazione delle colonie magnogreche di Metaponto e di Taranto, poi, grazie a una rete sempre più fitta di rapporti commerciali, direttamente con i maggiori centri della cultura ellenistica. A questo periodo attiene la meravigliosa fioritura della società dei principes, come documenta l’arredo architettonico delle poche dimore terrene individuate e soprattutto la sontuosità degli ipogei con i loro corredi di armi, di ceramica a figure rosse, di vasi a decorazione plastica e policroma e di manufatti aurei di incomparabile ricercatezza, segno del prestigio e dell’egemonia raggiunta nella comunità cittadina. La natura del sottosuolo favoriva la realizzazione degli ipogei, imponenti strutture per la conformazione della roccia calcarea, particolarmente tenera e dunque agevolmente scavabile. L’architettura ipogea, ricorda in qualche modo lastruttura ellenica, ed è caratterizzata dall’accesso, costituito  dal dròmos, stretta e ripida rampa a cielo aperto proporzionata in lunghezza all’ampiezza dell’ambiente principale oppure da un’ampia scala terminante in un vestibolo esterno, da cui si apre l’ingresso (o gli ingressi) alla tomba, chiuso da possenti lastre monolitiche. Queste tombe sono contraddistinte anche dalla presenza di elementi decorativi di vario tipo: semicolonne o lesene sormontate da capitelli ionici o compositi, acroteri, cornici e listelli (come nelle cosiddette porte “doriche”), tutti in rilievo o a volte resi pittoricamente, soffitti a finte travature, false finestre e timpani. Raramente sono presenti scene figurate dipinte (ad es. Ipogeo del Cerbero) o scolpite a rilievo (ad es. Ipogeo dell’Oplita). Nel territorio canosino numerosi sono gli edifici funebri presenti, basti ricordare:  gli Ipogei Lagrasta (IV sec.a.C.-I a.C.), dove nell’Ipogeo Lagrasta I fu rinvenuta, nel 1843,un’iscrizione latina su una parete, che attesta un prolungato uso della tomba :”Medella figlia di Dasmo, fu sepolta il 28 dicembre del 67 a.C. sotto il consolato di C. Pisone e M. Acilio.” ;Ipogeo del Cerbero (III sec. a.C,) scavato in terreno argilloso; Ipogeo dell’Oplita (IV sec. a.C.) costituito da un dromos a scalini che, dal livello di superficie, conduce all’unica cella con volta a botte; Ipogeo Scocchera B (III-II sec. a.C.), sul cui  frontone (naiskos), ancora si notano ancora tracce di pittura, quindi decorazioni che servivano a dare un maggiore gusto estetico all’ipogeo; La Tomba Degli Ori  (IV sec. a.C), di cui straordinaria è la qualità degli oggetti in oro riportati alla luce oro, tra i quali il celebre diadema, esemplare testimonianza dell’abilità degli orafi magnogreci e l’Ipogeo Varrese (IV sec. a.C.), oggetto di pubblicazione della dott.ssa Corrente (“1912 un Ipogeo al Confine, la tomba Varrese”) ed inaugurato dalla stessa nel 2015 dopo un intenso lavoro di restauro.

redazione

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