Saturday, 23 September 2017

Garofalo

I Carabinieri della Compagnia di Manfredonia, nello specifico quelli della Stazione di Zapponeta, supportati dai colleghi della Stazione di Monte Sant’Angelo e dell’Aliquota Radiomobile del NORM, hanno tratto in arresto in flagranza di reato per concorso in produzione e detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio tre uomini, il pregiudicato 47enne di Zapponeta VALENTINO Ruggiero, il 27enne SARACINO Antonio di Trinitapoli e il 32enne GAROFALO Giuseppe, sempre di Trinitapoli.

Saracino   Valentino

Nel corso di servizi di perlustrazione in area rurale del territorio di Zapponeta, posto al confine con quello di Cerignola, precisamente in località Beccarini, i militari della Stazione di Zapponeta, nel corso di un predisposto servizio volto proprio al contrasto della coltivazione e della produzione della sostanza stupefacente, hanno individuato un capannone utilizzato per l’essiccazione di marijuana, proveniente da coltivazione curata verosimilmente da alcuni pregiudicati del luogo. Alla mezzanotte circa di giovedi, una volta individuato lo stabile, di proprietà ignota, in stato di abbandono e con la porta di accesso socchiusa, hanno percepito il forte odore tipico della sostanza rinvenendo, una volta all’interno, subito dietro la porta di ingresso tre grossi sacchi neri, contenenti a loro volta svariate buste di cellophane, termosaldate, con marijuana e una scatola di cartone colma dello stesso tipo di sostanza già essiccata, lì depositati e pronti per essere prelevati e ceduti. Al fine di poter individuare i responsabili, i militari hanno iniziato la notte stessa un servizio di osservazione e controllo sul posto, nascondendosi all’interno del deposito, in attesa dell’arrivo dei proprietari della sostanza. Alle 20.00 circa del giorno dopo si è finalmente vista arrivare un’autovettura che si è fermata a poca distanza, dalla quale sono scesi tre uomini che, a piedi, si sono diretti nel casolare vicino a quello dove era in corso l’appiattamento, rimanendovi per circa mezz’ora senza mai essere persi di vista dai militari. Usciti dal primo casolare, i tre si sono poi diretti verso il secondo, quello con all’interno i Carabinieri. Nell’entrare, il primo ad accedere è stato sentito chiedere agli altri “dove stanno i cosi?”, afferrando subito dopo un sacco. A quel punto, essendo chiaro che i tre individui erano giunti sul posto al fine di prelevare la sostanza stupefacente lì depositata, i Carabinieri sono usciti allo scoperto e, qualificatisi, hanno bloccato immediatamente tutti e tre.

Sottoposti ad immediata perquisizione personale, è stato trovato loro addosso denaro contante per un totale di oltre 600 euro, ritenuto verosimilmente profitto dell’attività illecita. Accompagnati quindi presso il vicino casolare nel quale erano stati visti entrare e stazionare per circa mezz’ora, i Carabinieri hanno proceduto ad altra perquisizione, locale questa volta, rinvenendo altra marijuana in diverse fasi di conservazione e lavorazione, nella gran parte essiccata e pronta per il confezionamento, nonché materiale vario utilizzato per tutte le operazioni necessarie nel trasformare il prodotto appena raccolto in sostanza stupefacente pronta alla vendita. Un vero e proprio laboratorio per l’essiccazione e confezionamento della marijuana. Al piano terra sono state trovate una grossa bilancia, diverse scatole piene di marijuana sfusa, delle forbici, delle buste e un bidone mezzo pieno di marijuana già pronta per essere confezionata; al piano superiore invece, dotato di terrazzo, vi era un essiccatoio predisposto a tale scopo con fili di ferro appesi tra le mura.

Considerata la flagranza del reato di concorso in produzione e detenzione finalizzate alla cessione a terzi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, i tre uomini sono quindi stati dichiarati in arresto e condotti presso la sede della Compagnia Carabinieri di Manfredonia per tutti i necessari accertamenti.

Sono quindi stati posti sotto sequestro il veicolo utilizzato, le banconote, e un totale di 42 chili di marijuana, oltre a tutto il materiale utilizzato per essiccazione, pesatura e confezionamento.

Al termine delle operazioni VALENTINO, SARACINO e GAROFALO sono stati tradotti presso il carcere di Foggia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Gli esami effettuati dal Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale di Foggia hanno permesso di appurare che dallo stupefacente sequestrato, stando alle tabelle ministeriali, sarebbe stato possibile ricavare circa 120.000 dosi.

 

 

I Carabinieri della Stazione di Isole Tremiti hanno tratto in arresto il 35enne Yuri GAMBASSI e la 26enne Noemi MONASTERO con l’accusa di furto aggravato in concorso.

I due giovani, sorpresi dai militari nei pressi della banchina portuale di San Domino mentre, in pieno pomeriggio, stavano asportando la batteria da una bici elettrica, hanno tentato di far perdere le proprie tracce dapprima allontanandosi velocemente a piedi, e poi confondendosi tra la folla a bordo di un traghetto che fa la spola tra l’isola di San Domino e quella di San Nicola.

I Carabinieri, notati i due fuggitivi quando ormai gli ormeggi erano stati tolti e il traghetto salpato, sono immediatamente saliti a bordo del potente battello dell’Arma che dal 1° luglio presidia le acque delle “Diomedee” e hanno anticipato il traghetto all’Isola di San Nicola dove, sulla banchina, hanno bloccato e perquisito i due turisti in fuga. All’interno dello zaino dell’uomo vi era la refurtiva appena asportata sull’altra isola, del valore commerciale di circa 700 euro. La successiva perquisizione personale ha inoltre permesso ai militari di rinvenire addosso alla ragazza due carte di credito e un bancomat, risultate poi essere state rubate ad un ignaro turista qualche minuto prima. I due, dopo la convalida dell’arresto, sono stati condannati con rito direttissimo a sei mesi di reclusione, mentre la refurtiva è stata riconsegnata ai rispettivi proprietari.

MONASTERO è stata inoltre deferita in stato di libertà per il reato di ricettazione.

La brillante operazione dei Carabinieri ha suscitato il plauso dei molti turisti presenti, che hanno assistito a una vera e propria scena da film, con inseguimento via terra e via mare. La presenza del battello pneumatico, condotto e utilizzato da personale altamente specializzato, in aggiunta ai cospicui servizi di rinforzo pianificati e predisposti per i periodi di maggior affluenza turistica, consentiranno anche in futuro di prevenire e reprimere in maniera ottimale la commissione di reati e di offrire un’adeguata e sempre maggiore cornice di sicurezza a tutti coloro i quali soggiorneranno nelle isole Tremiti.

 

redazione

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